Veni Vidi Vici. C’era un tempo, non tanti anni fa, quando il motto di Giulio Cesare era la summa della politica economica internazionale degli Stati Uniti. Ogni volta che un’economia in via di sviluppo si trovava nei guai, vedi la Thailandia e il resto dell’Asia nel 1997-98, o era sull’«orlo» del capitalismo, tipo la Cina e la Russia post-comuniste, gli emissari americani arrivavano nelle loro limousine nere a offrire consigli non proprio disinteressati.
Read more »Il declino dell'impero americano
Multiculturalismo e cattivo vicinato
L’Europa è caratterizzata da secoli da popolazioni stanziali, stabili, e dotate di una propria identità linguistica e culturale. Dal Settecento il Vecchio Mondo ha generato molti emigrati e accolto pochi immigrati. Il mestiere di come accoglierli e di come incamerarli è un mestiere che non conosciamo. Ed ecco che d’un tratto veniamo inondati da immigrati di ogni sorta in gran parte provenienti da «altri mondi», da mondi che sentiamo estranei.
Read more »Gli aiuti e la sovranità
La tragedia di Haiti può diventare una buccia di banana per lo strapotere (benevolo e generoso, in questo caso) dell’America di Obama. Il presidente ha fatto quello che era inevitabile che facesse: per la mole degli aiuti stanziati, per il numero di soldati e di mezzi inviati, per l’immediatezza della mobilitazione nei confronti del cataclisma vicino, egli ha rivendicato agli Usa la leadership e il coordinamento di tutte le operazioni di soccorso.
Read more »Obama il cambiamento è una fede
Barack Obama inizia il secondo anno di presidenza dal pulpito della chiesa battista di Vermont Avenue, a Washington, con un discorso in cui quasi si scusa con la nazione: «Non tutte le promesse di cambiamento fatte lo scorso anno sono state mantenute».
Read more »Un futuro senza Europa
Il viaggio in Asia di Barack Obama apre una fase totalmente nuova per l’economia e la politica mondiale.
Per rendersene conto può essere utile aprire una carta geografica del mondo e cercarvi le Hawaii, dove il presidente Obama è nato 48 anni fa. Piantate in mezzo al Pacifico, queste isole distano circa 8000 chilometri da Washington e 8500 da Pechino.
Read more »La pace è una cosa seria non copriamola di ridicolo
Si pensava, evidentemente sbagliando, che con l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2008 ad Al Gore, l’Accademia di Norvegia avesse toccato il fondo dell’inconsistenza e della banalizzazione del politically correct.
Gli accademici di Norvegia hanno voluto però sorprenderci ancora una volta. Il Premio Nobel per la Pace 2009 a Barack Obama sembra infatti quantomeno prematuro o, se vogliamo, preventivo, un premio sulla fiducia insomma.
Read more »L'antiamericanismo in Europa nel '900
Inquietanti analogie storiche
Inquietanti analogie storiche
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Amity Shlaes suggerisce preoccupanti analogie fra gli errori commessi nel 1929 e quelli dei nostri giorni
di Antonio Martino
Politica e mercato
Le prime decisioni in campo economico-finanziario della nuova Amministrazione americana fanno presagire un vero e proprio disastro
di Antonio Martino
L’Obamanomics e i suoi disastri
La situazione si sta facendo cupa e la leadership politica appare del tutto inadeguata
di Carlo Lottieri
Già l’altro ieri erano tremati i polsi a molti, poiché la prima proposta di bilancio dell’amministrazione di Barack Obama è stata accompagnata dalla previsione di un deficit pari a 1.752 miliardi di dollari: una cifra colossale, corrispondente al 12,3% del pil statunitense.
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