Senza politica, senza identità, senza progettualità. Senza l'abc che costituisce il fondamento di ogni partito degno di tal nome. Tenuto in piedi soltanto da un'ossessione: Silvio Berlusconi. Questo è il Pd oggi. Il Pd di Pierluigi Bersani e di Rosy Bindi, che sui giornali si dichiarano disponibili a tutto e pronti a qualsiasi alleanza pur di abbattere il nuovo tiranno. «Dobbiamo liberarci di Berlusconi, per questo non vado troppo per il sottile e mi rivolgo a tutti», dice senza tanti giri di parole il segretario a Repubblica.
Read more »Il Cln di Bersani è figlio dell'odio e del nichilismo politico
I "finiani" parlano di destra e fascismo ma non conoscono né l'una né l'altro
“Come Hirohito ci mancano le parole per dire sconfitta” . Così il Times ha intitolato giorni fa un articolo sull’Afghanistan. Una dichiarazione amara per un paese come la Gran Bretagna, ma l’orgoglio inglese, per non dire il senso di superiorità, si fonda sulla capacità di guardare in faccia la realtà e di saperla comunicare pacatamente. È un tipo di saggezza che nei suoi centocinquanta anni l’Italia finora non ha. Se un messaggio simile fosse stato articolato per la seconda guerra mondiale, si sarebbero evitati molti problemi.
Read more »Così i camalli affondarono la democrazia dell'alternanaza
Se cercate la scatola nera della sinistra italiana, potrete trovarla nel porto di Genova. Là, esattamente cinquant’anni fa, in un giugno più caldo del presente, la sinistra sfregiò la democrazia e fece cadere un governo legittimamente uscito dalle urne con un moto violento di piazza. Sto parlando dei ganci di Genova, come furono chiamati in gergo missino i micidiali ganci usati dai portuali comunisti, i feroci camalli che scesero in piazza per impedire lo svolgersi di un regolare congresso nazionale del Msi.
Read more »I nuovi idoli di certa sinistra: Cina comunista e finanza islamica
All’inizio del XX secolo, uno scrittore oggi dimenticato, pur se molto in voga nella Germania di Weimar, Arthur Moeller van den Bruck, l’uomo che inventò il mito del Terzo Reich, di cui Hitler si appropriò con ben altra fortuna, vedeva nel futuro immediato l’emergere di popoli giovani e determinati, provenienti dall’Est. Lì, diceva, c’era abbondanza di contadini, e visto che l’Occidente ne era sprovvisto, il centro del mondo si sarebbe spostato verso Est.
Read more »La sinistra celebra il Risorgimento ma in passato l'ha sempre avversato
I paradossi della nostra storia ideologica nazionale sono molti. E neppure ci sarebbe troppo da stupirsi: la storia delle idee è un'insieme più o meno coerente di paradossi. Ma in occasione dei 150 anni di unità nazionale vale la pena di rilevare un paradosso particolare.
Read more »La sinistra e la paura di cambiare
Ci sono voluti alcuni giorni, ma alla fine anche nel Partito democratico la verità comincia a farsi strada.
Read more »La partita, a sinistra
Esattamente fra una settimana si ragionerà sulla contabilità elettorale. Immediatamente dopo, in ciascun schieramento, si avvierà il regolamento dei conti interni. Anche dovessimo distrarci, camperemo lo stesso. Anche dovessimo appassionarci, non ci saranno rivoluzioni.
Read more »Piazza politica
Il vuoto programmatico messo in scena dagli avversari, il loro aver convocato una manifestazione nazionale ed averla sprecata solo per attaccare il capo della maggioranza, è un vantaggio politico che Silvio Berlusconi non s’è lasciato sfuggire. Anzi, come un pugile determinato a vincere, che non concepisce altro modo per uscire dal ring, ha continuato a picchiare sulle debolezze altrui, senza dare respiro.
Read more »Inchiesta di Trani: a rischio l'equilibrio dei poteri
Di tutti i moralismi che affliggono la sinistra odierna, forse, quello che riguarda la Costituzione è il più odioso e grottesco in quanto si pone a fondamento di una auto-legittimante presunzione di superiorità civile, legale e giuridica che si traduce spesso in una ostentata pretesa di superiorità morale.
Read more »Le strane primarie
Le elezioni primarie sono state concepite per essere uno strumento di coinvolgimento e propaganda, sono divenute un rivelatore della confusione istituzionale. L’idea nacque a sinistra, prendendo spunto da un costume statunitense che s’imitava senza averlo né interiorizzato, né capito. Servirono per dare l’investitura a Romano Prodi, facendola sembrare una specie di scelta popolare, di designazione che, per la sua natura, vincolava i partiti della coalizione all’assoluta lealtà. Prodi fu accoltellato dai suoi.
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