Stupisce che un partito che porta la «libertà » nel suo nome si esprima con tanta disinvoltura con il linguaggio dell’espulsione, della radiazione, dell’epurazione. Il partito che caccia via chi dissente è leninista, non liberale. E la non sopportazione della diversità bollata come minaccia e sabotaggio della «giusta linea», è un pezzo del ventesimo secolo che si perpetua in quello nuovo. È la malattia delle oligarchie e delle burocrazie di partito.
Read more »Lo scontro c’è, le idee no
Gianfranco Fini è un professionista della politica, ed è per rispetto a questa sua caratteristica che avevo osservato, prima che altri lo sollecitassero in tal senso, l’incompatibilità fra la presidenza della Camera dei Deputati e il ruolo che ha deciso di svolgere. Non si tratta di un’incompatibilità istituzionale, ma, appunto, politica. Quel ruolo, del resto, non può essere invocato per sottrarsi agli oneri dello scontro con gli avversari e poi ignorato quando si decide d’ingaggiare duello con i compagni di partito.
Read more »Pd e Pdl due partiti nati vecchi
Apparentemente nulla di nuovo. Anche nella legislatura 2001-2006 la destra al governo era dilaniata dai conflitti interni. Ricordate la defenestrazione del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, accusato di prevaricare gli altri ministri? E le continue punzecchiature di Marco Follini (allora segretario dell’Udc) nei confronti del premier Berlusconi? E poi, alla fine di quella legislatura, la campagna elettorale con l’attacco «a tre punte» (Berlusconi, Fini e Casini), un modo calcistico per dire a Berlusconi che non era l’unico leader, e che la corsa per la successione era iniziata?
Read more »Regionali e presidenzialismo
Fu su questioni regionali che cadde il fondatore della quinta Repubblica francese, quella presidenziale, che ancora dura, Charles De Gaulle. E’ in occasione delle elezioni regionali che Silvio Berlusconi afferma di volerne emulare le gesta.
Read more »Tremonti, Fini e le scelte del Pdl
Comunque vadano le elezioni regionali per il Popolo della libertà, i risultati difficilmente ne freneranno la conflittualità interna. Per due ragioni. La prima è che il calendario politico è diverso dal calendario gregoriano. Secondo il calendario gregoriano mancano tre anni al 2013 e, quindi, alla fine della legislatura. Ma per il calendario politico ne mancano due. Nel senso che il governo ha ormai poco tempo per attuare i suoi programmi: due anni, forse anche meno.
Read more »Il Cavaliere solitario
Silvio Berlusconi ha un vero, grande nemico in questa campagna elettorale: lo scoramento del suo popolo. Un misto di disincanto e di rassegnazione che, se pure non si traduce nella scelta dello schieramento avversario, alimenta una fortissima tentazione astensionista. L'ultimo sondaggio di Renato Mannheimer conferma che il Pdl, sebbene non se ne avvantaggino direttamente gli avversari, soffre gli effetti di una autosecessione silenziosa. La tendenza a disertare le urne, a sancire con il non-voto uno smarrimento che si traduce in disaffezione, disimpegno, delusione.
Read more »L'impossibile disarmo bilaterale
La ricostruzione fornita ieri da Berlusconi, secondo cui la presentazione della lista del Pdl a Roma sarebbe stata impedita da una congiura tra militanti radicali attivissimi e burocrazia assai inerte, e la conferma che il centrodestra scenderà in piazza sabato 20 marzo contro la «sinistra antidemocratica», hanno fatto capire ieri, se ancora ci fosse qualche dubbio, che la campagna elettorale per le regionali ruoterà tutta attorno al pasticcio delle liste.
Read more »Il fantasma di un partito
La plastica si sta squagliando? Sembrerebbe. Certo è che coloro che si erano illusi dopo le elezioni del 2008 che il Pdl fosse diventato un partito più o meno vero, qualcosa di più di una lista elettorale, sono costretti ora a ricredersi. Non era qualcosa di più: spesso, troppo spesso, era qualcosa di peggio. Una corte, è stato autorevolmente detto.
Read more »Il vuoto al potere
LA DEMOCRAZIA è in pericolo, tuonano le corti berlusconiane di fronte alla bocciatura dei listini di Roberto Formigoni e di Renata Polverini decretata dalle Corti d'appello di Milano e di Roma. Certo, una tornata decisiva di consultazioni regionali dalla quale mancasse l'insegna del partito di maggioranza relativa in Lombardia e nel Lazio sarebbe un test elettorale assai incompleto e incomprensibile.
Read more »Il paradosso delle tasse
In materia di tasse Silvio Berlusconi ha un grande merito e un altrettanto grande demerito. Il merito è che la questione della riduzione drastica delle tasse entrò nella agenda italiana grazie a lui. Ai tempi della Prima Repubblica il tema era tabù. La Lega di Bossi, è vero, ne aveva parlato prima ma, in quel caso, le tasse erano solo un elemento fra gli altri entro la cornice del rivendicazionismo identitario-territoriale. Il demerito di Berlusconi è di non avere dato seguito alla promessa.
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