La tragicommedia non è ancora finita. Per ora il «golpe » (come certi oppositori, dotati, come ognun vede, di senso della misura e dell’equilibrio, hanno subito definito il decreto salva-liste) è stato bloccato da un Tar. Ieri la lista pdl nella provincia di Roma ha subito un nuovo stop. Vedremo gli sviluppi. Al momento, si constatano due conseguenze. La prima è data dal grave danno d’immagine che il centrodestra si è auto-inflitto e di cui è il solo responsabile. La seconda riguarda gli effetti sull’opposizione. La reazione del Partito democratico fa riflettere.
Read more »Un partito prigioniero
Il solito Pd
Passano le stagioni, passano gli anni, passano i segretari. Ma il Partito Democratico non cambia mai. Diviso come sempre, litigioso come sempre, inconcludente come sempre. Ogni leader che ne prende in mano il timone viene in un primo momento acclamato e presentato come il salvatore della patria, salvo poi rimanere ostaggio dei veti incrociati, delle ripicche personali, delle vendette tra notabili.
Read more »Il piede in due staffe
Una delle ragioni per le quali non conviene prendere troppo sul serio l'attuale revival di discussioni sulle «riforme costituzionali» è che le trattative sulle riforme sono come i negoziati internazionali: non portano a nulla se l'uno o l'altro (sia esso un partito politico o uno Stato) dei supposti protagonisti della trattativa è debole e diviso al suo interno, il che lo rende un negoziatore poco efficace e poco affidabile. Questa è la situazione in cui versa oggi il Partito democratico.
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