Berlusconi parla da cinque televisioni, tre sue e due di tutti. I fan di Pisapia si tengono in contatto con messaggini sui cellulari, «cinguettii» su Twitter, scambi di opinioni con Facebook. La lotta all’ultimo voto che va in scena a Milano è interessante anche dal punto di vista dei mezzi di comunicazione utilizzati.
Read more »Nuova e vecchia comunicazione
Libertà di stampa oggi significa libera rete
La discussione intorno al caso Wikileaks è stata finora sconcertante. Molti, infatti, sembrano aver dimenticato - spero solo momentaneamente - conquiste acquisite da decenni. Su tutte, i due pilastri che reggono la libertà di stampa dai «Pentagon Papers» (inizio Anni 70) a oggi: da una parte, lo Stato ha diritto di fare tutto quanto in suo potere per ostacolare la fuoriuscita di informazioni oggettivamente riservate; dall’altra, la stampa ha pieno diritto di pubblicare quanto le viene recapitato - basta che faccia notizia.
Read more »Internet la trasparenza aiuta la fiducia
Ho avuto l’onore di tenere una lezione al Parlamento italiano, all’interno di una serie di dibattiti sul futuro di Internet voluti dal presidente della Camera, Gianfranco Fini. Al Congresso degli Stati Uniti nessuno ha mai tenuto dibattiti del genere, né ricevuto la stessa attenzione. E’ stato bello vedere membri di una delle democrazie chiave in Europa impegnarsi per capire il funzionamento della più importante piattaforma per la crescita economica nel mondo.
Read more »I giovani d'oggi, figli del disincanto e già vecchi a vent'anni
Ottima analisi sul CdS del 25 settembre, fatta da Maria Laura Rodotà sui giovani e la politica, separati in casa, capaci di un impegno al massimo emotivo, certi che il mondo non si cambia, abili a fare politica con un click su un social network per "aderire ad una campagna" e sentirsi così a posto. Sono "Figli del disincanto", come recita il titolo di un libro di Bontempi e Pocaterra.
Read more »Internet wi-fi, un decreto da cancellare
L’Italia è sistematicamente tra gli ultimi Paesi in Europa, a fianco di Romania e Bulgaria, per tutto quanto riguarda Internet e informatica. Inequivocabili i dati Istat e Eurostat: sono indietro i cittadini, metà dei quali non hanno mai usato un computer; sono indietro le imprese che investono decisamente meno di quelle tedesche o inglesi in tecnologie dell’informazione; è complessivamente indietro la pubblica amministrazione, nonostante i periodici annunci di rivoluzioni digitali.
Read more »Proteggere l'arte ma non limitare la libertà in rete
Il Parlamento europeo ritiene che scaricare o scambiare un file senza autorizzazione su Internet possa essere un reato penale punibile con la galera. Lo afferma nella relazione scritta dalla conservatrice francese Marielle Gallo e approvata ieri con una buona maggioranza, un testo di indirizzo che invita la Commissione Ue a legiferare «sui diritti della proprietà intellettuale» secondo la linea dura «à la Sarkozy».
Read more »Un futuro pieno di rischi per Internet
A parte gli addetti ai lavori, finora poche persone - soprattutto in Italia - hanno colto uno degli aspetti più importanti di Internet, ovvero la sua relazione con l’innovazione. Tutti sono testimoni - quando non beneficiari diretti - dello straordinario flusso di innovazioni prodotto grazie alla Rete in questi anni. Ma relativamente pochi hanno finora colto le ragioni di fondo che hanno reso possibile tale esuberanza.
Read more »Internet e il prezzo della libertà
Da circa una settimana il mondo di Internet è in allarme. Un articolo uscito sul Washington Post, firmato dagli amministratori delegati di Google e Verizon, due colossi delle comunicazioni che insieme fatturano più di 100 miliardi di dollari, ha cautamente lanciato l’idea di mantenere il «principio di neutralità» solo sulla rete fissa (che collega fra di loro i computer via cavo telefonico) e di abbandonarlo sulla rete mobile (che collega cellulari e computer via etere, o «senza fili»). Ma che cosa significa che una rete è «neutrale»?
Read more »Politica 2.0. Come cambia la democrazia ai tempi di Internet
Dai caratteri mobili di Gutenberg alla bomba atomica di Oppenheimer la politica ha sempre creduto di trovare delle soluzioni tecnologiche definitive con cui sciogliere le tensioni più profonde del suo agire: l’angoscia della scelta, il peso della responsabilità, la capacità previsionale, il consenso, la tentazione carismatica. La tecnologia dell’informazione le ha offerto il Web. Creando uno spazio politico digitale.
Read more »All'Italia serve un risorgimento digitale
L’Italia sta affrontando in maniera clamorosamente inadeguata la più profonda trasformazione tecnologica e culturale dai tempi di Gutenberg, ovvero, la rivoluzione digitale. Su più livelli. I dati sono eloquenti (Istat e Eurostat, 2009): di venticinque Paesi dell’Unione Europea misurati dalle statistiche, l’Italia è ventiduesima per percentuale di famiglie con accesso a Internet da casa.
Read more »
Delicious
Digg
Facebook
Google
Yahoo
Technorati



