n Italia vanno di moda gli appelli all’importanza e indissolubilità dell’Unione Europea, anche quando ci tocca prendere calci nei denti. Intanto per l’Europa corre il brivido delle forze politiche che accrescono i loro consensi negandola. Da ultimo in Finlandia (che pure era un Paese satellite dell’Urss, quindi dovrebbe apprezzare tutto quello che può tenerla lontana dall’influenza russa).
Read more »Nemici d’Europa
Nazionalismi di ritorno
La guerra libica ha messo a nudo la grave crisi in cui versa il mondo occidentale, la comunità euro-atlantica. Come già accadde nel 2003, all'epoca dell'invasione dell'Iraq, le due forze che hanno sempre dato coesione al mondo occidentale, ossia la credibilità della leadership americana e la solidarietà infra-europea, vacillano paurosamente.
Read more »L'incertezza delle rivoluzioni arabe è un'opportunità per l'Occidente
C'è grande incertezza a livello internazionale su quel che sarà l'evoluzione delle rivoluzioni nel mondo arabo: a prevalere sarà l'ansia di democrazia o i rigurgiti del fondamentalismo? E in che modo l'Europa sta assistendo a questi eventi di portata storica? Il professor Marc Lazar ci accompagna in un piccolo viaggio tra oriente e occidente, parlando di immigrazione, crisi del multiculturalismo, ascesa delle nuove destre europee, nella convinzione che l'intervento francese in Libia sia stata una scelta avventurista ma che non poteva essere evitata.
Read more »Attenti ai cinesi, sono qui solo per spiare
Vengono, s’iscrivono nelle nostre università da urlo, poi tornano a casa loro e ci fanno una concorrenza serrata. Ma soprattutto piantano cimici nei computer e rubano materiale scientifico e tecnologico di primissima importanza. 007, insomma, più che studenti. Eppure è così. La denuncia - confermata di fatto dagli atenei britannici - viene da un imprenditore celebre e stimato, Sir James Dyson. Quello che ha inventato l’aspirapolvere senza sacchetto. Che dice: ho le prove. E punta poi il dito, in particolar modo, contro i cinesi.
Read more »Per la democrazia bisogna abbattere il muro dell'estremismo islamico
La discutibile opinione comune che spiega il nostro attuale intervento in Libia è stata cristallizzata nel recente scritto del senatore John Kerry per il Wall Street Journal. Per Kerry, i ribelli in Libia sono la stessa cosa di quelli in Egitto, “chiedono pacificamente libertà e dignità”. Per molto tempo oppressi da tiranni e dittatori, i giovani in tutto il Medio Oriente “chiedono a gran voce la possibilità di vivere una vita decente, avere un lavoro vero e mantenere una famiglia”.
Read more »LA STRATEGIA DEL DOMINIO CON IL CONSENSO
Né “rivoluzione islamica” né “ribellione popolare”: L’Egitto marcia verso la “democratizzazione” imperiale USA.
L’obiettivo è finire con il burattino e preservare la continuità del burattinaio. L’“uscita democratica” non è un’opzione islamica come predicano il “progressismo” e la sinistra, ma un’opzione concertata tra la Casa Bianca di Obama, i falchi del Complesso Militare Industriale e la loggia bancaria di Wall Street. I padroni dell’Egitto.
Read more »Libertà di stampa oggi significa libera rete
La discussione intorno al caso Wikileaks è stata finora sconcertante. Molti, infatti, sembrano aver dimenticato - spero solo momentaneamente - conquiste acquisite da decenni. Su tutte, i due pilastri che reggono la libertà di stampa dai «Pentagon Papers» (inizio Anni 70) a oggi: da una parte, lo Stato ha diritto di fare tutto quanto in suo potere per ostacolare la fuoriuscita di informazioni oggettivamente riservate; dall’altra, la stampa ha pieno diritto di pubblicare quanto le viene recapitato - basta che faccia notizia.
Read more »L'Italia nel mezzo di due crisi
Una crisi di governo al buio nel bel mezzo di una crisi economica mondiale al buio: è questo il rischio che correrà l’Italia se la classe politica continuerà ad occuparsi soprattutto delle proprie questioni interne. L’Italia si trova infatti - e continuerà a trovarsi nelle prossime settimane - a un poco invidiabile crocevia tra la grande tempesta economico-finanziaria mondiale e le bufere politiche interne. Per quanto riguarda il quadro internazionale, la riunione del G20 chiusasi ieri a Seul pone la parola fine alle speranze di un’uscita «facile» dalla crisi.
Read more »La crisi di chi governa non ha colore
Basta un rapido sguardo a quanto avviene nelle capitali di quella parte del mondo che per abitudine chiamiamo ancora «occidentale» - quello, per intenderci, che unisce il Nord America all’Europa e include il Giappone - per constatare che, ovunque, le forze politiche che si trovano da qualche tempo al potere sono ora in difficoltà e che il consenso interno che avevano nel 2009 si è molto ridotto o è scomparso del tutto nel 2010.
Read more »Europa, castello di bugie
In un mondo che sta mutando in profondità e a ritmi rapidissimi, l’Europa ha una reputazione forse immeritata ma non lontana dalla realtà.
Appare come potenza addormentata, che non partecipa alla storia del presente, capace solo di adombrarsi quando è trascurata e non consultata. Non l’ha svegliata la fine della guerra fredda. Non sono bastate a destarla le vicissitudini di un dominio americano sul mondo che da unipolare che era dopo l’89, si è infranto prima in guerre fallimentari, poi nella crisi finanziaria del 2008.
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