Calcolatrice alla mano, il governo danese si è fatto due conti analizzando costi e benefici delle politiche sull’immigrazione dell’ultimo decennio. Scoprendo che il risparmio per le casse statali è stato di 5,1 miliardi di corone ogni anno. Dal 2001 il governo di centro-destra ha reso sempre più severe le leggi che regolano l’accesso degli stranieri, riducendo soprattutto il numero di immigrati provenienti da paesi non occidentali: il risultato è stato un risparmio complessivo di oltre sei miliardi di euro.
Read more »In Danimarca hanno capito che senza immigrazione si risparmia
Rivediamo Schengen
Pubblichiamo su Ragionpolitica.it la Lettera congiunta inviata dal Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e dal Presidente della Repubblica Francese Nicolas Sarkozy al Presidente della Commissione Europea Barroso e al Presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy.
Signor Presidente,
Read more »Perché è fallito il multiculturalismo e come faremo a superarlo
Perché è fallito il multiculturalismo e come faremo a superarlo
Read more »Le verità dimenticate nel caso Rosarno
Rosarno rappresenta il luogo del rimosso. Rimozioni sistematiche sul problema immigrazione. Oggi non si dice neanche più «immigrazione», domina un altro registro linguistico, che parla di «integrazione». Nessuno, in realtà, ha un'idea chiara e distinta di che cosa significhi «integrazione». Pura evocazione retorica. Ma il punto sul quale ragionare è un altro: la rimozione dei dati di fatto.
Read more »Difendiamo la nostra identità
Quando si parla di integrazione sociale il tema dell'identità culturale è il primo nodo da sciogliere per realizzare una buona convivenza civile tra gli immigrati e la popolazione ospitante. Le culture dei popoli del mondo, infatti, sono il frutto della loro storia e religione, che sono a loro volta intrinsecamente legate al territorio in cui essi sono vissuti. Ma i flussi migratori diretti verso Occidente stanno cambiando il rapporto tra l'identità culturale di un popolo ed il suo territorio.
Read more »Non esiste immigrazione e integrazione senza identità nazionale
L’immigrazione ha tante facce. Alcune molto inquietanti, altre altrettanto rassicuranti. L’immigrazione è crescita e sviluppo economico ma è anche sfruttamento e degrado, è integrazione e solidarietà ma anche razzismo e xenofobia. Parlare di immigrazione tocca al fondo della nostra identità e anche della nostra umanità e ci mette spesso a confrontarci con il problema della sicurezza e della paura ma anche con la tolleranza e il rispetto.
Read more »Dove lo Stato non c'e'
Ha una spiegazione chiarissima - anche se ha provocato un duro scontro con l’opposizione, e aperto una serie di polemiche all’interno della maggioranza - la dichiarazione con cui il ministro dell’Interno Roberto Maroni, di fronte alla rivolta iniziata giovedì sera a Rosarno e proseguita ieri, ha preso posizione contro gli immigrati clandestini, e soltanto in seconda battuta contro la criminalità organizzata che amministra il mercato nero delle braccia.
Read more »Le fermezza e l'ipocrisia
Sappiamo da tempo che l'immigrazione è il fenomeno che forse più inciderà sul futuro dell'Europa. Conteranno sia la quantità dei flussi migratori che la qualità delle risposte europee. In Italia sembriamo tuttora impreparati ad affrontare in modo razionale e convergente un fenomeno col quale conviviamo ormai da anni. Ci sono almeno tre temi su cui non c'è consenso nazionale e, per conseguenza, mancano codici di comportamento e pratiche comuni fra gli operatori delle principali istituzioni.
Read more »Sacconi e la cittadinanza a punti
Mentre Scalfari insulta e svillaneggia l'establishment del Pdl e, in particolare, gli uomini più vicini a Berlusconi e mentre, parallelamente, il presidente della Camera Gianfranco Fini dice parolacce contro i presunti razzisti e, con ciò, passa la linea Maginot del bon ton nei rapporti con la Lega (che non è un partito razzista), Sandro Bondi, chiamato in causa da Scalfari, stronca l'ex direttore e guru permanente di Repubblica sulle colonne del Giornale e Altero Matteoli dice quel che pensa la quasi totalità del centrodestra e cioè che «le questioni politiche e culturali sollevate da F
Read more »Fini e il male minore
Da quando ricopre la terza carica dello Stato, Gianfranco Fini ha un’aspirazione che lo domina, costante: quella a esser statista oltre che uomo politico, e a scorgere nelle trasgressioni istituzionali di Berlusconi pericoli che lui, anche se solitario, vuol diminuire o combattere. Il suo magistero, come quello di Napolitano, è delicato: egli rappresenta la nazione, non può esser presidente di parte.
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