L’Italia ha vinto la sua battaglia diplomatica. Il comando della missione sotto l'egida Onu in Libia passerà dalla «Coalition of the willing» di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti alla Nato. Nei prossimi giorni, quindi, potremmo assistere ad un cambio di timone in cui la base militare di Napoli diverrà il centro logistico della missione militare sotto il comando dell'Alleanza Atlantica. Ma la Francia non molla e propone una «cabina di regia politica» in appoggio alla Nato che comprenda i ministri degli Esteri degli Stati che partecipano alla missione.
Read more »Donne, sciabole, cavalli
Non capita spesso che un grande giornale inglese dedichi un necrologio a un italiano. Ancora più raro è che vi dedichi quasi una pagina intera. Eppure il personaggio in questione non è un leader politico, un attore famoso, un cantante lirico, un campione dello sport. A me il suo nome suonava completamente sconosciuto, e immagino sia lo stesso per i più giovani di me. Ma la sua vita, degna di un romanzo, rende perfettamente comprensibile la scelta del Daily Telegraph di dare tanto rilievo alla sua scomparsa.
Read more »Balbo, l'anti-Duce che non voleva entrare in guerra
I l 28 giugno 1940, pochi minuti dopo le 17,30, nel cielo di Tobruk si verificò la tragedia che sarebbe costata la vita al Maresciallo dell’Aria, Italo Balbo. Quel pomeriggio il Governatore della Libia si trovava, con altre otto persone (fra le quali il suo amico di sempre, Nello Quilici, chiamato in Africa per redigere il diario della guerra) a bordo di un trimotore S. 79. L’apparecchio, seguito da un secondo velivolo, era decollato da Derna.
Read more »Amedeo Guillet, l'eroe dai mille volti e dalla storia straordinaria
Uomo dai mille volti e dalla storia straordinaria. Amedeo Guillet, il Comandante Diavolo, è stato militare, agente segreto, ambasciatore e molte altre cose. Nato a Piacenza il 7 febbraio 1909 da una nobile famiglia piemontese e capuana, il barone Guillet frequentò l'Accademia militare di Modena, da cui uscì – nel 1931 - con i gradi di sottotenente di Cavalleria del Regio Esercito Italiano.
Read more »Colonizzati dal patriottismo del pallone
Mondiali di calcio: in un mondo preso a calci dalla specie antropica all’apogeo dei suoi successi, una versione di Guerra Mondiale non utilizzabile come vaccino, ma iniettata mediaticamente nell’inconscio collettivo delle nazioni per consolarci dei mali di una troppa lunga pace.
Il gioco del calcio ha questa sola legittimazione alla sua implacabile pervasività: di essere un simulacro di guerre civili nei campionati nazionali, e una finzione-video di guerre mondiali ogni quattro anni - che, ahimè! passano in fretta, troppo in fretta.
Read more »Ricordare il mormorio del Piave non è militarismo ma amor di Patria
La questione della destra oggi – e domani – è quella di farsi carico dell'autentica continuità della nostra storia nazionale. Se c'è un dovere immediato da parte della cultura della destra è quello di ridare un senso unitario a un percorso storico troppe volte visto a pezzi. Il discorso tenuto da Silvio Berlusconi il 25 aprile 2009 a Onna, andava in questo senso. Ci sono altri luoghi della nostra storia nazionale da rivedere e a cui ridare un chiaro senso unitario. Tra questi il 24 maggio.
Read more »L’Italia si salvò a Brindisi
Il Governo nella città pugliese dopo l'8 settembre non fu «la morte della patria» ma la continuità dello Stato
Vittorio Emanuele III passa in rassegna un picchetto d’onore a Trani nel novembre ’43
Vittorio Emanuele III passa in rassegna un picchetto d’onore a Trani nel novembre ’43
Read more »Esercito Regio : Il Maggior fattore italiano di resistenza al nazifascismo
Basandosi sul giuramento di fedeltà al Re e sul contenuto degli ordini diramati, lo Stato legittimo, che faceva capo al Re, fece il possibile per reagire all’aggressione tedesca. Poteva contare sulle forze armate regie, composte da unità presenti sia all’interno sia all’esterno del territorio nazionale, sulle formazioni partigiane monarchiche, sulle organizzazioni clandestine fedeli al Re e, naturalmente, sul Quartier Generale di Brindisi.
Le Forze Armate Regie
Read more »Liberazione dalla mistificazione
Anziché la storia s’è a lungo raccontata la leggenda, con il risultato che, a sessantacinque anni dal 25 aprile 1945, ancora si può litigare cancellando la realtà. Furono le truppe statunitensi o la Resistenza a liberare l’Italia dal fascismo e dall’occupazione nazista, ponendo fine alla seconda guerra mondiale e consentendo la nascita della Repubblica e l’avvento della democrazia?
Read more »1943-1946, questa e’ una vera Storia d’Italia!
La metamorfosi del Regno d’Italia che per magia ed alchimie divento’ haime! Senza delega del Parlamento una Repubblica?
Fantapolitica, ma non impossibile, alla vigilia del I referendum del 2 giugno 1946 a distanza di un solo anno dopo la cessazione delle ostilita’ che si conclusero sfortunatamente dannose perche’ l’Italia, nazione perdente, dovette umilmente riconoscere una dura sconfitta e poi subi’ un Trattato di Pace i quali vincitori tolsero all’Italia non pochi territori riposseduti con la fulgida Vittoria della I Guerra Mondiale, nell’anno 1918.
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