Julian Assange è vittima di un errore giudiziario. Le accuse di stupro che gli vengono contestate appaiono risibili. Il fondatore di Wikileaks andrebbe invece processato dall’opinione pubblica per altri reati (ma senza manette, che servono solo a creare falsi martiri). Quello che ha fatto in camera da letto con le signorine «Sarah» e «Jessica» sembrano fatti suoi, mentre ad essere stati «violentati» dall’operato di Assange sono i concetti di trasparenza e verità. E questi sono fatti nostri.
Read more »Il giornalismo è un'altra cosa
Libertà di stampa oggi significa libera rete
La discussione intorno al caso Wikileaks è stata finora sconcertante. Molti, infatti, sembrano aver dimenticato - spero solo momentaneamente - conquiste acquisite da decenni. Su tutte, i due pilastri che reggono la libertà di stampa dai «Pentagon Papers» (inizio Anni 70) a oggi: da una parte, lo Stato ha diritto di fare tutto quanto in suo potere per ostacolare la fuoriuscita di informazioni oggettivamente riservate; dall’altra, la stampa ha pieno diritto di pubblicare quanto le viene recapitato - basta che faccia notizia.
Read more »Giornali partito
Il cumulo di corbellerie che si leggono, circa la libertà di stampa, le inchieste giornalistiche e la vita politica, è ridicolo e pericoloso. C’è, in giro, tanta cattiveria, alimentata da dosi esagerate di falsità e vagonate d’ignoranza. Provo a immaginare, con sconsiderato ottimismo, che sia possibile e utile ragionare, sicché segnalo il dato di fondo: quello cui assistiamo è il trionfo dello scalfarismo e l’inabissarsi della politica. Due facce della stessa cattiva moneta.
Read more »L'ossessione del nemico
Santoro Michele dice le parolacce: nota e sospensione. Il direttore generale della Rai come un supplente in una scuola media di periferia. Periferia cui ci avviciniamo pericolosamente. Le cose che accadono in Italia, infatti, non succedono nell'Europa che conta.
Che la punizione inflitta ad Annozero sia sbagliata, è ovvio. Che il suo narcisistico conduttore conosca i vantaggi del martirio, è evidente. Che tutto ciò c'impedisca di vedere come la rissa abbia sostituito la discussione, è preoccupante.
Democrazia malata
Il caso «Marcegaglia-il Giornale» segna un’altra tappa sulla via di un inquietante imbarbarimento della vita pubblica italiana.
Da una parte, c’è un’inchiesta, condotta col solito metodo delle intercettazioni a strascico, che porta a un controllo delle conversazioni dell’intera direzione di un quotidiano, a perquisizioni in ufficio, in casa e, perfino, intime, di giornalisti a cui dovrebbe essere garantita la riservatezza delle fonti e la libertà di inchiesta.
Read more »Libertà di stampa
Il giornale quotidiano? La dose minima di odio necessaria per sentirsi onesti
Read more »La memoria inutile
La memoria, che in Italia non è mai diventata musica di fondo della politica come nelle nazioni che con tenacia hanno lavorato sul proprio passato (parliamo in modo speciale della Germania, ma l’esame di coscienza fu approfondito anche in Sud Africa, unendo la sete di verità al bisogno di riconciliazione), è raramente trattata, dalla nostra classe dirigente, come qualcosa che aiuta a capire perché un male è nato, perché si perpetua mutando le forme, perché i rimedi non l’hanno curato ma anzi aggravato.
Read more »Giornalismo, il vero e il grottesco
Quanto si parla di giornalismo! Ma quanto è difficile, per i non giornalisti, capire come funziona realmente il mondo dei giornali, della radio e della televisione, che cosa sia il lavoro dei giornalisti!
Circolano soprattutto degli slogan.
Il giornalismo ai tempi di internet: manifesto dei blogger tedeschi
Alcuni blogger tedeschi hanno redatto un manifesto del giornalismo ai tempi di internet: un buon punto di partenza per migliorare la qualità dell'informazione online come ci racconta in questo contributo Francesco Tortora
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