I PARTITI non fanno più politica. Hanno degenerato e questa è l'origine dei mali d'Italia. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani, oppure distorcendoli senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello: non sono più organizzazioni che promuovono la maturazione civile e l'iniziativa del popolo, ma piuttosto federazioni di correnti e di camarille, ciascuna con un "boss" e dei "sotto-boss".
Read more »Scelta riformista o cesarismo autoritario
Partiti feudali
Una nuova Tangentopoli? Una nuova questione morale? Domande che hanno investito in specie il Pd e i governi locali del centrosinistra, soprattutto in importanti realtà del Mezzogiorno. Ma non esiste un caso Pd, o un caso Napoli. Esiste un caso Italia. Per anni è stato fatto un investimento su parole d’ordine cui molti hanno creduto.
Read more »Ben oltre Veltroni
Bufera sul Pd». È il titolo che in questi ultimi giorni tutti i giornali hanno usato per segnalare fatti che sono catalogati come la questione morale che coinvolge pesantemente il partito di Veltroni. Su queste stesse colonne ho avuto occasione di dire che nel Pd è aperta in forma ormai lacerante una questione politica che mette in discussione l’esistenza stessa di questo partito.
Read more »L’identità e gli apparati
Dopo la catastrofica sconfitta in Abruzzo il Partito democratico è costretto a rifare i conti. Come ha scritto Massimo Franco sul Corriere di ieri, il problema del Pd non è la cannibalizzazione da parte dell’Italia dei Valori: il successo di Di Pietro, così come la scelta dell’astensione da parte di tanti elettori abruzzesi in precedenza di centrosinistra, sono i sintomi, non le cause.
Read more »L'Italia cicala della Corte dei conti "Sprecato in spesa il bonus euro"
E' un'Italia cicala, quella descritta nella relazione della Corte dei Conti sul Rendiconto generale dello Stato. Il nostro paese, a differenza di Germania e Francia, ha 'disperso' nella spesa pubblica il bonus di 70 miliardi che aveva risparmiato aderendo all'Euro.
Read more »Villari e l'elettore schiavo
Tutto sommato dovremmo essergli grati. Non tanto per aver resuscitato Kafka in Parlamento, come ha detto il presidente del Consiglio; benché in quei corridoi qualche lettura in più, diciamo così, non guasterebbe. Quanto perché la strenua resistenza del senatore Villari ci fa spalancare gli occhi su un buco nero della nostra vita pubblica. Lui magari avrà tutte le ragioni, deve pur esserci un limite all’arroganza dei partiti, che prima ti fanno papa e il giorno dopo vorrebbero degradarti a sagrestano.
Read more »Perché il potere è nelle mani dei vecchi
UN ULTRAOTTANTENNE come soluzione, sofferta ma infine accettata, di un problema politico non è in Italia una novità. Sergio Zavoli, classe 1923, designato presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, non ha l'aria di un caso isolato: presidenti della Repubblica e primi ministri, con un piccolo scarto di anni, sono in linea con la constatazione.
Read more »Federalismo, Corte dei Conti "Rischi di aumento delle tasse"
L'allarme lanciato dal presidente Lazzaro in un'audizione al Senato
"Potrebbe esserci un incremento della pressione, in particolare dell'Irpef"
Con il federalismo fiscale disegnato dal ddl di delega attualmente all'esame del Parlamento si corre il rischio di determinare un aumento della pressione fiscale, in particolare per quanto riguarda l'Irpef. L'avvertimento arriva dalla corte dei Conti.
Read more »La regina di Giordania difende la cultura araba e diventa una star di YouTube
Ha avuto grande successo il suo appello per realizzare video con cui smontare i luoghi comuni sul suo mondo
Read more »La politica non cerca la selezione in Italia vince la via dinastica
IL SOGNO americano, interpretato da Obama, a molti italiani evoca, soprattutto, la possibilità e la capacità di cambiare. Perché Barack Obama è giovane e di colore. Parte di una minoranza, fino ad oggi esclusa dal potere. In più: non ha alle spalle una carriera politica lunga. Non fa parte delle oligarchie familiari che contano, fra i repubblicani e i democratici. La voglia di cambiare, cioè, ha spinto una grande quota di cittadini americani - anche "bianchi" - a scegliere (in larga maggioranza) un presidente meno condizionato da interessi ed eredità sociali, generazionali, familiari.
Read more »



