L’agenzia di rating «Standard&Poor’s», una sorta di angelo vendicatore i cui strali hanno scandito pressoché tutte le tappe della nuova fase della crisi finanziaria globale, ha abbassato ieri l’«outlook» del debito pubblico italiano, pur mantenendo all’Italia il suo «rating» attuale.
Read more »Inevitabile richiamo alla realtà
La forza degli sconfitti
Non molti mesi fa, quando Angela Merkel fu catturata da calcoli politici talmente piccoli e brevi da perdere di vista l’interesse del proprio stesso Paese al salvataggio europeo della Grecia, il filosofo Jürgen Habermas scrisse un articolo importante sulla Zeit, il 20 maggio, in cui la mise in guardia da una paura comune a tanti europei: «Il timore delle armi di distruzione di massa che sono i tabloid popolari non vi fa vedere le armi di distruzione di massa dei mercati finanziari».
Read more »Il silenzio sulla crescita
un tema chiave di cui non si parla
Il silenzio sulla crescita
«L’ Italia è uscita bene dalla crisi finanziaria ma male dalla recessione, con una perdita di prodotto ben maggiore che negli altri Paesi» (Luigi Spaventa, Repubblica, 31 agosto). Dieci anni fa eravamo intorno ai livelli della Germania (o superiori) per prodotto pro capite e produttività del lavoro. Oggi registriamo un arretramento di circa dieci punti sia rispetto alla Germania sia rispetto all’area dell’euro.
Read more »Il futuro dell'Europa appeso alla sua moneta
Nella prima metà del secolo passato l’Europa si spaccò nel corso di due guerre e distrusse il suo ruolo centrale nella politica mondiale. Nella seconda metà del secolo leader lungimiranti seppero guardare oltre lo spirito di rivalsa e gradualmente costruirono le istituzioni dell’integrazione europea. Il pensiero di una Francia e di una Germania in conflitto tra loro oggi pare impossibile, e lo sviluppo dell’Unione europea ha enormemente migliorato la forza di attrazione dell’Europa e la sua capacità diplomatica a livello mondiale.
Read more »Eurolandia e la crisi del debito sovrano
La crisi globale, iniziata a metà 2007 con l'ormai famoso credit crunch, pare non dare indicazioni per un suo esaurimento nel medio-termine. Questa crisi - sempre piú simile ad una matrioska dove, aperta una bambola, se ne trova subito un'altra prima di poter richiudere la prima - è passata attraverso un complesso mix di aspetti economici e finanziari risultanti in gravissime minacce alla sostenibilità della crescita e della coesione socio-economica globale.
Read more »L'Italia dei favori
NEI paesi del fu blocco sovietico la nomenklatura di partito godeva di privilegi castali: negozi riservati, case migliori, accesso facilitato a merci inaccessibili alla gente comune. Niente code, niente lunghe liste d'attesa grazie a una specie di salvacondotto perenne che permetteva ai capi di vivere in condizioni di extraterritorialità, come una specie di corpo diplomatico interno.
Read more »I costi politici dei tagli
Riforma seria: un assetto federale serio riduce i trasferimenti dalle regioni ricche a quelle povere
FEDERALISMO E SPESA AL SUD
I costi politici dei tagli
Riforma seria: un assetto federale serio riduce i trasferimenti dalle regioni ricche a quelle povere
Read more »Quelle misure che colpiscono alla cieca
Non c'è manovra finanziaria varata da un governo, di destra o di sinistra, che non venga accusata di iniquità. I tagli di spesa e le misure anti-evasione, ripetiamo ogni volta, non sono selettive, colpiscono alla cieca, e quindi sono fondamentalmente ingiuste e inefficaci. Sì, è vero, e questa manovra non fa eccezione. Ma vogliamo chiederci perché?
Read more »La festa dell'Euro è finita. Non resta che tagliare la spesa pubblica
“La festa è finita. E’ arrivato il momento di darci un taglio. Hanno fatto scoppiare il tuo bel palloncino e si sono portati via la luna”. E’ quanto scrivevano Betty Comden e Adolph Green più di 50 anni fa, quando non potevano neanche immaginarsi che stavano mettendo insieme le parole di una canzone che un giorno avrebbe descritto l’Eurozona.
Read more »La medicina per i mali dell'Italia
L’Europa ha deciso, per ora, di salvare la Grecia dal collasso finanziario. Dopo l'annuncio della costituzione di un maxifondo di garanzia di oltre 700 miliardi di euro, le Borse hanno reagito positivamente, i titoli del debito pubblico dei principali paesi a rischio hanno recuperato terreno, la speculazione sembra battere in ritirata. Il clima che si respira, insomma, è da scampato pericolo. E tuttavia il sospiro di sollievo che aleggia nei governi e nelle opinioni pubbliche europee è a sua volta una nuova fonte di rischi, se non la principale.
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