Lo spettacolo della politica italiana è caotico e disperante. In tanto caos l’unico punto fermo che ci resta è la Costituzione. Ma anche la nostra Costituzione viene sempre più «forzata» da letture che la distorcono.
Read more »Populismo costituzionale
Cosa sono e come si dividono i sistemi elettorali
Si definisce “sistema elettorale” quel meccanismo che consente di trasformare in seggi i voti che il corpo elettorale esprime. Ma dietro a questa fredda definizione c’è qualche cosa in più.
Read more »La memoria degli elettori
Proviamo a smettere per un momento di interpretare le mosse strategiche e le intenzioni di Berlusconi, Fini, Bersani, D’Alema, Di Pietro. Cerchiamo piuttosto d’immaginare come i loro elettori, di destra e di sinistra, stiano reagendo all’indecoroso spettacolo che sta andando in scena di fronte ai loro occhi. Non tutti gli elettori del Pdl aspettavano dai loro leader le stesse cose. Ma tutti hanno visto nascere con molte speranze un grande partito nazionale.
Read more »La grande palude
Tra le tante anomalie della politica italiana di questi giorni ce n’è una più «anomala» delle altre. Di fronte a una maggioranza parlamentare spaccata, che non si sa neppure se esista ancora come tale, che cosa fa l’opposizione, che cosa chiede la sua stampa più autorevole? Tutto tranne la sola cosa a cui in qualunque sistema parlamentare si penserebbe subito, e cioè il ritorno alle urne. Elezioni anticipate?
Read more »La nuova geografia del voto
Berlusconi dice che con il voto di domenica gli elettori hanno premiato il suo governo. Non è esatto, visto che il partito del premier ha perso voti sia in assoluto sia in percentuale, e li ha persi tanto rispetto alle Europee quanto rispetto alle Politiche. E non è nemmeno vero che le perdite del Pdl siano state compensate dal successo della Lega: il vantaggio del centro-destra rispetto al centro-sinistra si è circa dimezzato rispetto al 2008-2009.
Read more »Garbato elogio dell'astensionista, bestia mansueta
Vedremo domani se queste elezioni avranno fatto degli astenuti il primo partito. d’Italia. Ciò che colpisce è il modo in cui una scelta inoffensiva (non recarsi al seggio) sia oggetto delle peggiori contumelie. L’Italia è storicamente un Paese di votanti impenitenti, il che a dir la verità non è che ci abbia mai garantito un brillante buongoverno. Altrove, per esempio negli Usa, di norma sono invece i votanti ad essere pochini.
Read more »Le parole dei vescovi
Alla Chiesa cattolica, e anche alla Conferenza episcopale italiana, non si può negare la facoltà e anzi il dovere di difendere valori da essa considerati irrinunciabili. Troppo spesso, invece, si intima al mondo cattolico l’obbligo del silenzio e dell’acquiescenza rassegnata. O la consegna di confinare in uno spazio invisibile e interiore, lontano dalla sfera della discussione pubblica, l’affermazione di principi dettati dalla fede.
Read more »Piazza politica
Il vuoto programmatico messo in scena dagli avversari, il loro aver convocato una manifestazione nazionale ed averla sprecata solo per attaccare il capo della maggioranza, è un vantaggio politico che Silvio Berlusconi non s’è lasciato sfuggire. Anzi, come un pugile determinato a vincere, che non concepisce altro modo per uscire dal ring, ha continuato a picchiare sulle debolezze altrui, senza dare respiro.
Read more »Piazze piene e idee vuote
La piazza e le grandi manifestazioni popolari appartengono alla democrazia e ne dimostrano la vitalità. Ma siamo davvero sicuri che la elezione di buoni amministratori regionali in un Paese desideroso di essere federale esiga due grandi raduni di massa a una settimana di distanza? Abbiamo creato le Regioni perché volevamo accorciare la distanza fra i cittadini e i loro rappresentanti.
Read more »Il Cavaliere solitario
Silvio Berlusconi ha un vero, grande nemico in questa campagna elettorale: lo scoramento del suo popolo. Un misto di disincanto e di rassegnazione che, se pure non si traduce nella scelta dello schieramento avversario, alimenta una fortissima tentazione astensionista. L'ultimo sondaggio di Renato Mannheimer conferma che il Pdl, sebbene non se ne avvantaggino direttamente gli avversari, soffre gli effetti di una autosecessione silenziosa. La tendenza a disertare le urne, a sancire con il non-voto uno smarrimento che si traduce in disaffezione, disimpegno, delusione.
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