In questi giorni molti ragazzi iniziano l'università. Per alcune famiglie si tratta della prima generazione che può continuare gli studi dopo la scuola. Che immagine hanno questi ragazzi del Paese in cui diventano cittadini adulti? In molti atenei le lezioni non cominciano: interi corsi di laurea sono stati rinviati (per ora) al secondo semestre. Gli studenti si aggirano spaesati per aule vuote, preoccupati dall'incertezza che li attende.
Read more »Un paese fuori corso
Senza libertà di insegnare non c'è scuola
Oggi cade la Giornata mondiale dell'insegnante, istituita dall’Unesco nel 1994. Una buona occasione per riflettere sul destino della scuola, tanto più alla vigilia del federalismo scolastico, annunciato dalla Bozza di Accordo fra governo, regioni e enti locali del 29 luglio scorso. Ma sta di fatto che i mali della scuola sono gli stessi della società italiana. Uno su tutti: l'eccesso di diritto. E infatti consultando la banca dati del Parlamento s'incrociano 112 provvedimenti legislativi in materia d'istruzione, con una media di 8 nuove leggi l'anno.
Read more »Corruzione scolastica
La corruzione e l’umiliazione del merito sono discipline che insegniamo a scuola. Prima di abbandonarsi a tanti sproloqui senza senno, circa una classe politica mediocre e corrotta, che umilierebbe un Paese dotato e sano, sarà meglio porre mente all’esperienza delle prove Invalsi, che proprio in questi giorni si è consumata sui banchi degli esami per la scuola media. Riflettere su quel che succede è come fare un tassello nel cocomero, ricavandone dati d’importanza generale.
Read more »Tra illusioni e pregiudizi
Appena licenziato in commissione dal Senato, il testo della riforma universitaria dovrebbe andare in aula il prossimo 15 giugno. Ma tra le tensioni interne alla maggioranza e le presumibili barricate dell’opposizione la prognosi non è delle più fauste. Ciò che però fa più temere — e secondo me deve anche dare più da pensare — è la rigidità ideologica che su questo argomento ancora si avverte fortissima nell’opinione pubblica. La politica si limita pigramente a rispecchiarla, rinunciando, in questo come in tanti altri casi, a qualunque funzione di guida.
Read more »Sconnessi e somari
Analfabeta è chi non sa l’alfabeto, e che perciò non sa leggere né scrivere. Beninteso, anche l’analfabeta parla e capisce frasi elementari. Per esempio capisce la frase «il gatto miagola», ma è già in difficoltà se la frase diventa «il gatto miagola perché vorrebbe bere il latte». L’esempio è di Tullio De Mauro, principe dei nostri linguisti, che torna alla carica con una nuova edizione del suo libro La cultura degli italiani. Cultura o incultura?
Read more »Scuola, la rivoluzione che non c’è
Siamo sicuri che la scuola superiore s’appresti alla rivoluzione dei corsi? Il nostro sistema dell’istruzione è talmente mal messo, i suoi risultati sono così miseri, che qualsiasi novità è venduta e scambiata come palingenesi, il che serve solo ad alimentare la successiva delusione. Inoltre, come se non bastasse, ha preso piede anche l’ideologia dell’antideologia, per cui, dopo i cascami incolti dell’egualitarismo sessantottino, va di moda la meritocrazia a chiacchiere. Credo, invece, che senza estirpare un paio di malepiante, non si vada da nessuna parte.
Read more »Che scuola è se non insegna l'ortografia
Il mondo è cambiato, il futuro avanza, mirabolanti innovazioni ci attendono ogni giorno e presto diventeremo azzurri come Avatar. Va bene, può darsi, ma intanto a scuola che si fa? Ieri a Napoli, ospiti di Italia Futura, ne abbiamo parlato, a partire proprio dalla scuola elementare.
Che è l’inizio di tutto, l’Origo Mundi, il principio del futuro, il punto dove parte l’istruzione, l’educazione, la passione e soprattutto la formazione della mente dei giovani. Credo sia giustissimo partire proprio di lì e sicuramente sostenere sempre più il lavoro dei «maestri d’Italia».
Read more »La nuova questione antropologica e l’emergenza educativa
Nel gennaio-febbraio 2008, Benedetto XVI, in una lettera alla diocesi di Roma e poi in una grande udienza in piazza San Pietro, ha fatto riferimento alla “emergenza educativa”. Educare non è mai stato facile, osservava il Papa, e oggi sembra diventare sempre più difficile. Lo sanno per esperienza i genitori, gli insegnanti, lo sappiamo noi sacerdoti, come tutti coloro che a vario titolo si occupano di educazione.
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