Se i debiti pubblici, quello greco in testa, fossero un problema per economisti, saremmo confusi ma sereni. Confusi perché non ci sono due economisti che la pensano allo stesso modo, semmai molti che riescono a pensarla in due modi diversi. Sereni perché, alla fine, una via d’uscita s’imbocca. Invece è una questione politica, che ha a che vedere con la sovranità nazionale: i singoli Paesi sono sempre meno sovrani, ma non c’è nulla di federale a raccogliere i loro poteri e compensare la perdita.
Read more »Debiti e sovranità
Patrimoniale
Giuliano Amato ha proposto di far pagare una tassa patrimoniale, in modo da dimezzare il debito pubblico. In diversi hanno fatto spallucce, ma vedrete che il tema tornerà a galla, quindi meglio definirne i contorni e segnalarne il più profondo difetto: Amato, in un certo senso, ci ha fatto un regalo, dimostrando quanto sarebbe pernicioso un governo tecnico, composto da presunti intelligentoni, ma privo di respiro e idee per il futuro.
Read more »Debito pubblico l'uscita difficile
Il debito pubblico italiano ha superato i 1800 miliardi di euro, pari al 117% del Prodotto interno lordo degli ultimi 12 mesi: due punti in più rispetto agli obiettivi del governo. Stiamo tornando ai primi anni Novanta. Eppure, questa volta non suona l’allarme. E non solo perché le agenzie di rating, che hanno appena declassato le obbligazioni dello Stato greco, sembrano preoccuparsi più del deficit annuale che del debito accumulato dalle pubbliche amministrazioni: deficit che in Italia cresce meno che altrove. La questione è più radicale.
Read more »Se il peso del debito pubblico rallenta le decisioni politiche
L’Italia ha il terzo debito pubblico del mondo, con un rapporto debito/Pil pari al doppio di quello della media europea. E dai dati diffusi appena due giorni fa dalla Banca d’Italia è ancora in crescita. Non deve quindi stupire che le risorse per fare politiche di sviluppo (perché le politiche possibili a costo zero sono davvero poche) sono state in questi anni molto scarse.
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