Il rilancio economico dei Paesi ricchi è almeno parzialmente fallito, il debito pubblico è in difficoltà quasi ovunque, i governi non sanno bene che cosa fare. E’ utile tener presente questo quadro perturbato per comprendere bene la manovra italiana di finanza pubblica, anche se tutto ciò può rappresentare solo un’attenuante per un provvedimento di politica economica purtroppo insufficiente, forse persino controproducente.
Tale provvedimento va collocato, prima di tutto, nell’orizzonte culturale del mondo politico che appare caratterizzato da due atteggiamenti di fondo.
L'incapacità di offrire una speranza
Il mal comune di governo e opposizione
....è la prima volta, negli anni della Seconda Repubblica, che centrodestra e centrosinistra procedono parallelamente nel loro declino, senza che si intraveda una via d’uscita, lasciando che i loro problemi politici si avvitino in una crisi di sistema, che ci riporta indietro di vent’anni.
Read more »I gravi rischi della tempesta perfetta
La telefonata del cancelliere tedesco Angela Merkel al primo ministro italiano Silvio Berlusconi, apparentemente rassicurante e di appoggio alla manovra finanziaria che si appresta ad essere esaminata dal Parlamento, costituisce in realtà un duro monito - mentre è riunito un vertice europeo di crisi - a procedere speditamente sulla via del risanamento finanziario, un invito pressante a resistere alle forti tentazioni, emerse in questi giorni, di un annacquamento della manovra appena presentata.
Read more »E' bene tagliare i costi della politica ma senza punire la democrazia rappresentativa
E’ di scena la riduzione dei costi della politica. Si tratta di una battaglia dotata di molte buone ragioni, che viene però svolta da parecchi ambienti con metodi tendenziosi e finalità , spesso, ben poco nobili. Innanzi tutto essa si focalizza soprattutto sul parlamento e sul governo. Invece ci sono anche i costi delle amministrazioni regionali, provinciali, comunali e i costi dei big della finanza, che fra stipendi, bonus e liquidazioni arrivano a cifre prive di riscontro nella vita normale.
Read more »Il ritratto di un Paese
Ecco alcuni degli acciacchi che affliggono le maggiori democrazie moderne.
Le stesse regole non valgono evidentemente per l'Italia.
Per colpa della cattiva politica l'Italia sta perdendo il suo credito internazionale proprio nel momento in cui, anche per la sua collocazione geografica, ne avrebbe maggiormente bisogno.
La frattura culturale
Per quanto tempo ancora le classi dirigenti europee adagiate nella vulgata europeista reggeranno alla pressione dei cambiamenti sempre più impetuosi che vanno manifestandosi tra le grandi masse dei loro Paesi?
Read more »Se tramonta il bipolarismo
L'opinione generale secondo cui gli equilibri del sistema politico italiano stiano per cambiare radicalmente sembra fondata. L'incognita è se ciò avverrà nel giro di qualche mese oppure di un paio d'anni: quanti ne mancano alla conclusione naturale della legislatura. Gli equilibri della cosiddetta Seconda Repubblica si sono retti sulla presenza di Silvio Berlusconi.
Il bipolarismo italiano era, ed è tuttora, un bipolarismo personalizzato, fondato sulla contrapposizione fra i sostenitori e i nemici di Berlusconi. Quando l'attuale premier uscirà di scena quegli equilibri salteranno.
Read more »Condannati all'incertezza monetaria
Di fronte alle notizie in arrivo dalla Grecia, che parlano di gravi disordini e di possibile instabilità politica, di fronte ai mugugni dei cittadini-elettori dei Paesi ricchi, che si esprimono con sempre minor consenso ai partiti di governo, c’è da domandarsi se il mondo della finanza non abbia, per caso, fatto i conti senza l’oste.
Read more »Così l’Europa ha perso la fede nella propria civiltà
Quest’anno i leader di Francia e Gran Bretagna hanno dichiarato che le rispettive politiche nazionali improntate al multiculturalismo non hanno avuto successo. E proprio come accadde, un anno fa, ad Angela Merkel quando disse la stessa cosa, anche Nicolas Sarkozy e David Cameron hanno scatenato una tempesta politica.
Read more »Corte incostituzionale
Se ti viene in mente di dire che la Costituzione deve essere modificata, anche nella sua prima parte, c’è il rischio ti bollino quale nemico della civiltà. Se, invece, calpesti liberamente il testo esistente e plaudi al fatto che la Corte Costituzionale lo violi, può capitarti, come al professor Alessandro Pace, che ti eleggano presidente dell’associazione costituzionalisti.
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