Il copione ungherese assomiglia a quello greco. In ambedue i Paesi l’opposizione (socialista in Grecia, liberal- conservatrice in Ungheria) vince le elezioni e si accorge di non potere mantenere le promesse fatte durante la campagna elettorale. Per scrollarsi di dosso la responsabilità dei sacrifici che dovrà chiedere ai suoi connazionali, denuncia le colpe dei predecessori; anche se una tale tattica allarma le Borse, complica la gestione della crisi e costringe il governo di Budapest a correggere rapidamente, per tranquillizzare i mercati, la prognosi negativa di uno dei suoi esponenti.
Read more »Il capitalismo post sovietico
Il senso di colpa del capitalismo
All’Etica universalistica della Chiesa in difesa dei più deboli — questo il significato profondo dell’appello del Papa al senso di responsabilità di politici e imprenditori di fronte alla crescente disoccupazione — una parte del mondo dell’impresa ha risposto con il moralismo degli uomini di buone intenzioni che, per dirla con Benedetto Croce, «sono nient’altro che ipocriti». È ipocrita il Capitale che denuncia carenza di etica nell’economia di mercato, si autodefinisce «sociale» e demonizza il capitalismo anglosassone «orientato al profitto ».
Read more »Si è aperta la stagione di caccia al capitalista?
Per i liberisti è ora di rispondere agli attacchi
di Anthony de Jasay
Peggio del capitalismo di ventura c'è solo il socialismo da casinò
Nel momento in cui enormi perdite da parte di investitori grandi e piccoli mettono in discussione la nostra fiducia nel potere di auto-regolamentazione dei mercati, fiducia che è rimasta invariata per un quarto di secolo, il capitalismo di ventura si è fatto una brutta nomea. Mentre la recessione globale si allarga a macchia d’olio, infatti, incolpare il libero mercato sembra quasi diventata una reazione automatica.
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