Signor direttore,
più il presidente Berlusconi alza i toni più il Presidente Napolitano risponde a tono. E più l'uno parla più l'altro straparla. Quello ad un popolo l'altro ad un altro. Che vuol dire? Che la nostra crisi è ormai drammatica e che sta entrando in una zona assai pericolosa.
I duellanti contro la costituzione
Tensione istituzionale al limite
Anche se non avrà alcun effetto sul rimpasto, il conflitto esploso ieri sera, con una severa nota del Capo dello Stato che chiede una verifica parlamentare sul cambiamento della maggioranza, e una dura risposta dei capigruppo del Pdl che replicano che non è necessaria, segnala ancora un appesantimento del clima politico e istituzionale e una netta presa di distanza di Napolitano dal modo in cui Berlusconi sta procedendo al rattoppo del suo governo.
Read more »Rivediamo Schengen
Pubblichiamo su Ragionpolitica.it la Lettera congiunta inviata dal Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e dal Presidente della Repubblica Francese Nicolas Sarkozy al Presidente della Commissione Europea Barroso e al Presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy.
Signor Presidente,
Read more »Giudizio scaduto
Se passa il processo breve, e con quello l’emendamento che accorcia la prescrizione per gli incensurati, urlano quanti non sanno quel che dicono, migliaia di processi saranno affogati nell’estinzione, per decorrenza dei termini. Impressionante, vero?
Read more »Terno secco
Fa orrore anche la sola ipotesi che si possa continuare così come ci si trascina da sedici anni: le procure provano in tutti i modi a far fuori Silvio Berlusconi, senza mai riuscire a condannarlo e senza scalfirne il consenso elettorale (anzi, divenendo una specie di suo elisir di lunga vita), e la maggioranza ritenta ancora di intaccare il potere delle toghe, senza riuscire a ottenere altro che l’osceno saldarsi degli interessi corporativi con il vuoto politico dell’opposizione (anzi, divenendo la scusa che la magistratura usa per opporsi a qualsiasi riforma).
Read more »Cari compagni
Nel centro destra c’è chi s’illude di poter essere il successore di Silvio Berlusconi, faticando a comprendere che i voti non sono come il fatturato dell’azienda di famiglia e che gli spazi politici vanno interpretati, non ereditati. La cosa più impressionante, però, è che nella trappola sono caduti per primi quelli della sinistra, i quali, quando saranno privati di Berlusconi, non sapranno neanche più di cosa sono la sinistra.
Read more »Far causa allo Stato
“Farò causa allo Stato”, ha detto il presidente del Consiglio. Ma si è mai visto un capo del governo che far causa allo Stato?
Read more »Opposte incoerenze
Un dibattito pubblico interamente inghiottito dalle carte della procura, dalle accuse penali, è già orrendo di suo. L’ipotesi che la sorte del governo sia legata più allo svolgersi immediato di un processo che al bilancio delle cose realizzate e alla capacità di concretizzare le necessarie, è terrificante. Ma quel che più lascia attoniti è che i protagonisti della vita pubblica non sembrano più in grado di spiegare quel che stanno facendo. Forse neanche lo sanno. Le opposte incoerenze sono il termometro di un crollo che trascina con sé l’intero equilibrio istituzionale.
Read more »Parole maligne
Roba da cinema, al festival di Venezia, ma non in sala proiezioni. Un Presidente della Repubblica in gran forma ha deciso di farci il regalo di confermare molte nostre osservazioni, sbugiardando i soccorritori indesiderati, che cercano sempre di attribuire alle sue parole un significato diverso da quello che hanno. Giorgio Napoletano fa politica in modo attivo, considerando il testo costituzionale una sorta di traccia, un punto di riferimento, ma non un binario sul quale far scorrere la sua presidenza.
Read more »Il Cln di Bersani è figlio dell'odio e del nichilismo politico
Senza politica, senza identità, senza progettualità. Senza l'abc che costituisce il fondamento di ogni partito degno di tal nome. Tenuto in piedi soltanto da un'ossessione: Silvio Berlusconi. Questo è il Pd oggi. Il Pd di Pierluigi Bersani e di Rosy Bindi, che sui giornali si dichiarano disponibili a tutto e pronti a qualsiasi alleanza pur di abbattere il nuovo tiranno. «Dobbiamo liberarci di Berlusconi, per questo non vado troppo per il sottile e mi rivolgo a tutti», dice senza tanti giri di parole il segretario a Repubblica.
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