Nella prima metà del secolo passato l’Europa si spaccò nel corso di due guerre e distrusse il suo ruolo centrale nella politica mondiale. Nella seconda metà del secolo leader lungimiranti seppero guardare oltre lo spirito di rivalsa e gradualmente costruirono le istituzioni dell’integrazione europea. Il pensiero di una Francia e di una Germania in conflitto tra loro oggi pare impossibile, e lo sviluppo dell’Unione europea ha enormemente migliorato la forza di attrazione dell’Europa e la sua capacità diplomatica a livello mondiale.
Read more »Il futuro dell'Europa appeso alla sua moneta
Con la crisi democrazie a rischio
In un incontro a porte chiuse con i sindacati europei, l’11 giugno, il presidente della Commissione Barroso avrebbe espresso grande inquietudine sul futuro democratico di Paesi minacciati dalla bancarotta come Grecia, Spagna e Portogallo. Secondo il Daily Mail, avrebbe parlato addirittura di possibili tumulti e colpi di Stato. La Commissione europea ha smentito le parole attribuite al proprio Presidente, ma l’allarme non è inverosimile e molti lo condividono.
Read more »Un facile capro espiatorio
Al Consiglio Ue la cancelliera tedesca, Angela Mer-kel, ha richiesto a gran voce una tassa sulle banche. Quale coraggio, quale visione politica: ardire di proporre ai politici europei una nuova tassa! Peccato, voli aerei gratuiti ai politici d’Europa e alle loro famiglie saranno lasciati al prossimo incontro.
Read more »Il Belgio spaccato non è che un microcosmo dell'Unione Europea
L’ultima volta che in Belgio si tennero le elezioni politiche, nel 2007, ci vollero 282 giorni per formare una maggioranza di governo. Adesso si è votato di nuovo, e questa volta creare una maggioranza parlamentare potrebbe essere ancora più difficile.
Read more »La crisi dell'Europa incompiuta
Che fosse una fragile tregua, che l’intervento concertato a sostegno della Grecia non sarebbe bastato a placare i mercati, si era capito dai sinistri scricchiolii dei giorni scorsi. Ieri, puntuale, è arrivato l’ennesimo venerdì nero. Le Borse europee hanno tutte chiuso con tonfi rovinosi bruciando 166 miliardi; malissimo pure l’euro sceso sotto 1,24 dollari.
Read more »Ora un fondo monetario europeo
Uno dei dati più allarmanti del caso greco e della crisi dell’euro - oltre allo stato dei conti greci - è l’evidente impotenza delle istituzioni comunitarie. Commissione, Banca Centrale, Eurogruppo e Parlamento da settimane si passano di mano la patata bollente greca, in un frenetico balletto di cifre che non è ancora arrivato a conclusione.
Read more »Vi ricordate quando Grecia e Spagna erano dei modelli?
La storia economica europea dell'ultimo ventennio sembra caratterizzata da una serie di falsi boom e svolte epocali (e qui non ci si riferisce al "Rinascimento partenopeo" di Bassolino...) che il più delle volte, però, finiscono nel nulla.
Read more »Trentadue miliardi di rosso in 12 mesi Così è fallita Atene
Il penoso negoziato tra Grecia, Unione europea e Fondo monetario internazionale per tappare con le dita una diga ormai irrimediabilmente compromessa, non è indice del mero fallimento di un Paese. E', piuttosto, il fallimento di un modello, un mix esplosivo di irresponsabilità, paraculaggine, azzardo morale e opportunismo che non poteva non arrivare, prima o poi, al capolinea.
Read more »Ecco dove porta il laicismo
L'articolo di Gianteo Bordero sulla sciagurata sentenza della Corte europea dei diritti umani contro il crocifisso nelle aule è illuminante su un «dettaglio» che non è proprio uguale a zero: il cristianesimo non è né una religione, né una dottrina, ma un fatto. A un certo punto della storia, un uomo si è detto Dio. E questo fatto ha cambiato le sorti del mondo. Punto. Ora, che questo nodo non sia mai stato sciolto fino in fondo dai laicisti totalitari è anche questo un fatto. In questo caso, si tratta di uno di quei fatti che ha cambiato e continua a cambiare la storia, ma in peggio.
Read more »Il Consiglio di Stato aveva riconosciuto nella Croce il simbolo dei valori italiani
Il lato oscuro dell’Europa anticristiana ha fatto sentire la sua voce. E lo ha fatto attraverso la bouche de la loi della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha condannato lo Stato italiano in forza del principio per cui la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche "limita il diritto dei genitori di educare i loro figli secondo le loro convinzioni e il diritto di scolari di credere o di non credere".
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