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Non sarà la crisi portoghese a determinare il fallimento dell'euro, così come non lo fu un anno fa la crisi greca, o in autunno quella irlandese. L'euro sopravvive a queste ricorrenti turbolenze (anzi si rafforza, in un anno il suo valore rispetto al dollaro è aumentato del 16 per cento) per due motivi. Innanzitutto perché una generazione di politici europei ha legato la propria credibilità al successo dell'unione monetaria. Angela Merkel, Nicolas Sarkozy, lo stesso Silvio Berlusconi sono pronti a tutto pur di non essere giudicati responsabili della fine dell'euro
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