Una tragedia che riguarda anche noi
Al vertice Fao il Papa ha tenuto a sottolineare che la fame nel mondo non deriva, né deriverà in futuro, dall’eccesso della popolazione rispetto alle risorse alimentari potenzialmente disponibili. Il problema è come le risorse vengono organizzate e distribuite. Vanno ripensate le sovvenzioni distorsive a chi produce il superfluo, limitate le speculazioni, favorito l'accesso ai mercati mondiali delle produzioni dei paesi più poveri.
Il settore agricolo-alimentare, come e più di altri, mette alla prova la capacità del mondo di godere i benefici dell’economia di mercato globale, governandola con regole opportune. Non si può andare «contro i mercati» senza finire nella giungla di un litigio protezionista il cui costo grava soprattutto sui più deboli. Né si può lasciare i mercati senza regole e interventi di coordinamento, che li aiutino a svilupparsi conformemente alle diverse esigenze di paesi che hanno differenti gradi di sviluppo, modelli di consumo e possibilità produttive.
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