L’ossessione parlamentare della Costituzione ci priva di una leadership che risolva i problemi come accade nelle grandi democrazie occidentali, dagli Usa alla Francia. La soluzione? Il presidenzialismo. E fino a ieri lo sosteneva anche Fini...
Quant’è bella la Costituzione, e quant’è carina sua figlia, la democrazia parlamentare. Fini l’ha indossata in video, sfilando con la Carta in mano, i grandi saggi della Repubblica italiana, da Sartori a Zagrebelsky, l’agitano ogni giorno contro il Tiranno; la stampa e la nomenklatura inneggiano ogni giorno a mamma e figlia. Venerdì ero al Festivaletteratura di Mantova e ho ascoltato l’ex presidente della Corte costituzionale, Gustavo Zagrebelsky. Introdotto dal direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, prudente e signorile com’è il suo stile, il Professore ha difeso l’immortalità e l’immodificabilità della Costituzione contro la diagnosi di vecchiaia e la terapia di modificarla. E ha sostenuto che l’unica vera democrazia è quella parlamentare, rappresentativa, mentre la democrazia diretta o presidenziale non è una democrazia ma un’investitura autoritaria dall’alto, col popolo che si limita a dir di sì.
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