È intorno alla futura evoluzione della Lega che probabilmente si gioca la sorte del sistema politico italiano e dunque, in questo senso, anche dell’Italia. Tutto si riassume in una domanda decisiva: vorrà (e riuscirà) il partito di Bossi a trasformarsi in una forza in grado di elaborare una prospettiva non più solo «padana», ma nazionale? Lo spingerà il successo elettorale appena conseguito a pensare una strategia e un ruolo capaci di farsi carico del Paese intero? E quali?
Tali domande si pongono proprio mentre va sempre più chiarendosi il carattere effettivamente nuovo della Lega. Che può riassumersi in questi termini: la Lega rappresenta la prima cultura politica italiana di segno «basso», che non nasce cioè dall’elaborazione di un’élite.
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