Appena licenziato in commissione dal Senato, il testo della riforma universitaria dovrebbe andare in aula il prossimo 15 giugno. Ma tra le tensioni interne alla maggioranza e le presumibili barricate dell’opposizione la prognosi non è delle più fauste. Ciò che però fa più temere — e secondo me deve anche dare più da pensare — è la rigidità ideologica che su questo argomento ancora si avverte fortissima nell’opinione pubblica. La politica si limita pigramente a rispecchiarla, rinunciando, in questo come in tanti altri casi, a qualunque funzione di guida.
È ormai da qualche anno, infatti, che a proposito dell’Università il Paese ha avuto modo di farsi un’idea assai più approfondita e realistica di quella fornita a scadenza fissa dalle varie «onde» o «pantere» organizzate dagli studenti.
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