Caro Direttore,
ciclicamente si levano scandalizzate voci sull’abuso dei decreti-legge e sull’eccesso dei poteri normativi del governo. Michele Ainis, fine studioso, rilancia l’argomento, addebitando peraltro la gravità del fenomeno alla seconda Repubblica, nella quale «è diventato un’emergenza pure un raffreddore».
Giorni fa, per aver semplicemente detto un’ovvietà, e cioè che anche la prima parte della Costituzione e anche l’art. 1 (nel riferimento al lavoro) potrebbero essere modificati, sono stato additato al pubblico ludibrio. Chissà cosa succederà dopo quanto sto per dire: sul tema dei decreti-legge c’è una grande ipocrisia e che i decreti-legge sono stati e sono la nostra salvezza. E non da oggi ma dai primi giorni della neonata Repubblica. I decreti-legge sono da sempre l’unico strumento per governare questo Paese. Inutile stracciarsi le vesti o puntare il dito sul governo pro tempore.
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