Oggi i "democratici", a partire dal presidente Napolitano, riscoprono il valore dell’unità nazionale. Ma fino a quando è rimasto in vita, il Pci ha rifiutato il tricolore, l’inno e tutti i simboli dell’italianità. Che ora, in ritardo, esaltano
Montecitorio, 17 marzo del 1949, il presidente del Consiglio Alcide De Gasperi prende la parola davanti all’aula della Camera per illustrare le ragioni dell’adesione al Patto Atlantico. Tra i banchi, fra i deputati del Pci e della Dc, si scatena il putiferio. I commessi fanno fatica a sedare il corpo a corpo, i comunisti cantano a squarciagola l’Internazionale, poco dopo trascinati dalla destra monarchica i democristiani cominciano a cantare l’inno di Mameli. Poche settimane dopo, il 25 aprile, a Modena, in occasione delle celebrazioni ufficiali della liberazione, i partigiani impediscono l’esecuzione dell’inno nazionale e fanno suonare l’Internazionale. In tutte le manifestazioni per la Liberazione i partigiani comunisti ostentano il fazzoletto rosso al collo. Il tricolore lo portano i partigiani cattolici, i monarchici.
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