La ricostruzione fornita ieri da Berlusconi, secondo cui la presentazione della lista del Pdl a Roma sarebbe stata impedita da una congiura tra militanti radicali attivissimi e burocrazia assai inerte, e la conferma che il centrodestra scenderà in piazza sabato 20 marzo contro la «sinistra antidemocratica», hanno fatto capire ieri, se ancora ci fosse qualche dubbio, che la campagna elettorale per le regionali ruoterà tutta attorno al pasticcio delle liste.
Invano i leader dei due schieramenti si sono sfidati ieri a piantarla e a uscire dalla dimensione di lite da condominio in cui sono precipitati dopo la ragnatela inestricabile di ricorsi giudiziari contrapposti presentati nei giorni scorsi. La verità è che nessuno mette in conto la possibilità di un disarmo unilaterale, e l'appello a tornare a parlare di politica deve considerarsi dunque caduto nel vuoto.
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