In Italia esiste ancora una classe dirigente? E’ l’interrogativo che viene spontaneo osservando la paralizzante litigiosità della politica, il lamento continuo da parte di tutti i gruppi più o meno organizzati, in una società che tira avanti con alti e bassi, aspettandosi dalla politica soltanto aiuti particolari, facilitazioni, deroghe anziché un disegno complessivo di carattere generale.
Naturalmente questa constatazione provoca l’irritata accusa di disfattismo da parte dei politici della maggioranza che sono convinti di dirigere il Paese. Anzi, additano gli avversari e gli osservatori critici come i veri colpevoli della mancata trasmissione della loro sicura guida generale. Denunciano il sistematico ostruzionismo al loro ruolo dirigente del Paese.
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