Che fosse una fragile tregua, che l’intervento concertato a sostegno della Grecia non sarebbe bastato a placare i mercati, si era capito dai sinistri scricchiolii dei giorni scorsi. Ieri, puntuale, è arrivato l’ennesimo venerdì nero. Le Borse europee hanno tutte chiuso con tonfi rovinosi bruciando 166 miliardi; malissimo pure l’euro sceso sotto 1,24 dollari.
Sono bastate un paio di sparate intempestive per favorire nuovi allarmismi, seminare panico e scatenare la speculazione. Giovedì sera il numero uno della Deutsche Bank, Josef Ackerman, ha sollevato nuovi dubbi sulla solvibilità della Grecia. Seguito dal consigliere economico di Barack Obama, l’ottantatreenne Paul Volker, ex presidente della Fed con Carter e Reagan, secondo cui se l’Europa non procede verso una maggiore integrazione l’euro verrebbe messo in discussione.
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