Se il federalismo aspettiamo ad attuarlo nel 2013 o 2014... Beh, forse non avremo più le imprese a cui applicarlo». Questo ha detto la presidente di Confindustria Marcegaglia agli imprenditori lombardi riuniti a Cernobbio. E ha suggerito di cominciare dalle regioni che sono pronte, come la Lombardia e diverse altre regioni del Nord. Una ricetta, quella del federalismo a due velocità, che da tempo invocano anche alcuni amministratori locali, ad esempio il sindaco di Torino Chiamparino.
L’uscita della presidente di Confindustria non è piaciuta a Susanna Camusso, la nuova segretaria della Cgil, che ha ammonito: «Attenti al federalismo a due velocità, sarebbe un federalismo non solidale».
Verrebbe da essere d’accordo con Emma Marcegaglia, visto che le aree più produttive del Paese soffocano sotto la burocrazia e le tasse, e visto che il Nord stacca ogni anno un assegno di 50 miliardi di euro al resto del Paese. Un assegno che, se fosse ridotto a 30 o 40 miliardi, permetterebbe alle regioni forti di ripartire, con benefici per tutte le altre.
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