Il debito pubblico italiano ha superato i 1800 miliardi di euro, pari al 117% del Prodotto interno lordo degli ultimi 12 mesi: due punti in più rispetto agli obiettivi del governo. Stiamo tornando ai primi anni Novanta. Eppure, questa volta non suona l’allarme. E non solo perché le agenzie di rating, che hanno appena declassato le obbligazioni dello Stato greco, sembrano preoccuparsi più del deficit annuale che del debito accumulato dalle pubbliche amministrazioni: deficit che in Italia cresce meno che altrove. La questione è più radicale.
Le banche centrali esortano a pensare all’exit strategy: a una strategia per ritirare gli aiuti all’economia finanziati con i denari dei contribuenti. Ma poi ...
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