Il mondo è cambiato, il futuro avanza, mirabolanti innovazioni ci attendono ogni giorno e presto diventeremo azzurri come Avatar. Va bene, può darsi, ma intanto a scuola che si fa? Ieri a Napoli, ospiti di Italia Futura, ne abbiamo parlato, a partire proprio dalla scuola elementare.
Che è l’inizio di tutto, l’Origo Mundi, il principio del futuro, il punto dove parte l’istruzione, l’educazione, la passione e soprattutto la formazione della mente dei giovani. Credo sia giustissimo partire proprio di lì e sicuramente sostenere sempre più il lavoro dei «maestri d’Italia».
Adolfo Scotto Di Luzio, nella sua lucidissima analisi sullo stato della scuola, ci ha ricordato quanto valgano e quanto ci siano preziosi i maestri, ma anche quanto siano stati lasciati soli da uno Stato latitante che da anni ha abolito i programmi sostituendoli con generiche e fumose «Indicazioni ministeriali», uno Stato che ha pensato molto poco alla formazione dei maestri ma in compenso li ha sommersi di riforme confuse e contraddittorie ma soprattutto vuote di sostanza, svalutando il sapere a favore delle cosiddette competenze e allontanando sempre più la scuola dalla cultura.
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