Nella sua prolusione al recente Consiglio permanente della Cei il cardinale Bagnasco, rivolgendosi ai suoi confratelli nell’episcopato, evocava «un sogno, di quelli che si fanno ad occhi aperti, e che dicono una direzione verso cui preme andare. Mentre incoraggiamo i cattolici impegnati in politica ad essere sempre coerenti con la fede che include ed eleva ogni istanza e valore veramente umani, vorrei che questa stagione contribuisse a far sorgere una generazione nuova di italiani e di cattolici.
I quali, pur nel travaglio della cultura odierna e attrezzandosi a stare sensatamente dentro ad essa, sentono la cosa pubblica come importante e alta, in quanto capace di segnare il destino di tutti, e per essa sono disposti a dare il meglio dei loro pensieri, dei loro progetti, dei loro giorni». Parole urgenti e decisive per la polis: nessuna intrusione nella politica, ma la richiesta ai fedeli cattolici a ripensare il loro impegno politico come un servizio, superando l’attuale fase di profonda disaffezione.
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