Siamo sicuri che la scuola superiore s’appresti alla rivoluzione dei corsi? Il nostro sistema dell’istruzione è talmente mal messo, i suoi risultati sono così miseri, che qualsiasi novità è venduta e scambiata come palingenesi, il che serve solo ad alimentare la successiva delusione. Inoltre, come se non bastasse, ha preso piede anche l’ideologia dell’antideologia, per cui, dopo i cascami incolti dell’egualitarismo sessantottino, va di moda la meritocrazia a chiacchiere. Credo, invece, che senza estirpare un paio di malepiante, non si vada da nessuna parte.
In questi giorni si è fatto un gran parlare della “riforma Gelmini”. Si tratta, in realtà, di regolamenti approvati dal Consiglio dei ministri, in attuazione di leggi esistenti. Importanti, certo, ma non epocali. Si mette ordine nella ripartizione delle materie, nella definizione e specificità degli istituti tecnici e professionali, nell’orario scolastico. Cose buone e giuste, ma non esattamente la nascita di un nuovo sistema. Per il resto, invece, le cose restano come stanno, a cominciare dalla dequalificazione degli studi.
Read »
Delicious
Digg
Facebook
Google
Yahoo
Technorati
