La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha dichiarato irricevibile il ricorso presentato da varie associazioni contro l’autorizzazione, concessa dai giudici italiani, a lasciar morire di fame e di sete la povera Eluana Englaro. Questo a Strasburgo.
A Roma, la Cassazione, dopo aver inaugurato la via giudiziaria all’eutanasia, aveva a sua volta dichiarato inammissibile il ricorso della Procura Generale contro il decreto della Corte di Appello di Milano che dava esecuzione al diritto ad uccidere stabilito per sentenza legiferante.
Sempre a Roma, la Corte Costituzionale aveva anch’essa dichiarato inammissibile il conflitto di giurisdizione sollevato da entrambe le Camere contro la sentenza della Cassazione, che aveva preteso di «riscrive[re] «la norma sull’eutanasia, in spregio al principio della divisione dei poteri», come felicemente si è espresso un autentico maestro del diritto quale il prof. Gazzoni.
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