Il vuoto programmatico messo in scena dagli avversari, il loro aver convocato una manifestazione nazionale ed averla sprecata solo per attaccare il capo della maggioranza, è un vantaggio politico che Silvio Berlusconi non s’è lasciato sfuggire. Anzi, come un pugile determinato a vincere, che non concepisce altro modo per uscire dal ring, ha continuato a picchiare sulle debolezze altrui, senza dare respiro.
Riempire una piazza è, prima di tutto, un problema e uno sforzo organizzativo, quindi anche economico. Farle raggiungere i livelli di partecipazione, anche corale, di ieri è, però, del tutto impossibile se non coinvolgendo persone e passioni vere. Una volta riempita e animata la piazza si deve essere capaci di darle un significato politico. La protesta per la protesta, o la testimonianza per la testimonianza, lasciano il tempo che trovano, sfumano sulla via del ritorno. Berlusconi, invece, ha fatto politica, ha parlato del dopo, ha spiegato a cosa, dal suo punto di vista, la manifestazione è servita.
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