Max Weber chiudeva la sua magistrale conferenza dedicata alla «politica come vocazione» con un'idea-forza anche oggi di grande attualità: nel mondo non si raggiungerebbe mai il possibile se non si tentasse sempre l'impossibile. Sembra la vicenda attuale del Pd, con un nuovo segretario, nella giostra dei mille capi e segretari di complemento e/o in pectore che dir si voglia, Pierluigi Bersani, un funzionario politico privo di carisma ma dotato di molta buona volontà. Sappiamo bene - e forse lo sa anche il diretto interessato - che il suo modello di partito è un mix di Gordon Brown ormai al capolinea e del primo Pds, non più replicabile. L'Ulivo non c'è più e l'esito dello scollamento di Rutelli mi pare corrobori quest'ipotesi. Ma questo è soltanto lo scenario fenomenico logicamente inteso.
La sostanza storica della vicenda del Pd conduce ad altre derive.
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