Nel concetto di ordine spontaneo creato dal basso dell'evoluzionismo si può intravedere, a ben guardare, la mano invisibile di Adam Smith
di Matt Ridley
Nel febbraio di quest’anno è ricorso il bicentenario della nascita di Charles Darwin. Non è un’esagerazione affermare che Darwin ha dedicato i centocinquant’anni trascorsi dalla pubblicazione de L’origine delle specie a battersi per l’idea di una discendenza comune tra le diverse specie viventi. Sebbene il grande studioso sia ovviamente morto da lungo tempo, egli sta ancora lottando per affermare il concetto che gli scimpanzé sono nostri cugini e i cavolfiori nostri parenti. Si tratta di un’idea talmente inusitata che Darwin è ancora oggi un pensatore rilevante ed è riverito e aborrito in pari misura. Sotto un certo aspetto, tuttavia, questo principio non è altrettanto radicale e fondamentale dell’altro concetto, assai più profondo dal punto di vista filosofico, che Darwin ci ha lasciato in eredità, ossia che l’ordine possa generare se stesso e che il mondo vivente sia un complesso ordinato dal basso. In internet, l’ordine “non ordinato” di Darwin è oggi più presente che mai.
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