Il multiculturalismo è un sogno come lo fu l’utopia marxista, la cui seduzione consisteva nella realizzazione di una Gerusalemme terreste in cui le differenze sociali e religiose si annullavano nell’uguaglianza di un mondo senza conflitti. La storia di questi ultimi anni ci ha proposto molti modelli astratti di integrazione sociale, in particolar modo in Europa, che sono risultati fallimentari perché hanno generato razzismo e violenza.
Il nuovo secolo si è aperto con il confronto con l’Islam e l’emersione delle differenze culturali e religiose costituisce ormai il nodo della convivenza tra i popoli. Ma non sarà attraverso lo svilimento della nostra identità culturale che si potrà ottenere una società multiculturale in grado di garantire una pace sociale. Solo chi non dà importanza alle proprie radici o è insensibile o non conosce le culture del mondo è portato alla generalizzazione credendo che l’una valga l’altra. Chi si ferma alla superficie del problema non comprende che la religione esprime la cultura di un popolo, la sua identità più profonda, che affonda le sue radici nella storia del mondo.
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