Appena uscito dall’ospedale, il presidente Berlusconi ha rilasciato una dichiarazione molto saggia e improntata a un cauto ottimismo sul futuro politico del Paese: «In questi giorni - ha detto - ho sentito vicini anche alcuni leader dell’opposizione. Se sapranno davvero prendere le distanze in modo onesto dai pochi fomentatori di violenza, allora potrà aprirsi una nuova stagione di dialogo». La risposta, indirettamente, gli è subito arrivata dall’eminenza grigia, anzi rossa, della sinistra italiana, cioè D’Alema, che in un’intervista ha messo Berlusconi sullo stesso piano di Di Pietro, definendoli due populisti speculari che si alimentano a vicenda. Un’affermazione subdola e anche senza senso, perché sarebbe come paragonare un costruttore di automobili a uno sfasciacarrozze.
Intanto D’Alema e il Pd, se sono davvero convinti di questo, dovrebbero trarne una prima e inevitabile conseguenza: rompere immediatamente l’alleanza con l´ex pubblico ministero che è un miscuglio di estremismo giacobino e di qualunquismo da quattro soldi.
Read »
Delicious
Digg
Facebook
Google
Yahoo
Technorati