Real, rublo, rupia, renminbi: sono le quattro valute, tutte inizianti con r, corrispondenti a quei grandi Paesi a economia in rapida espansione che sono stati a loro volta ribattezzati Bric. Brasile, Russia, India, Cina: il 15% della produzione mondiale e riserve valutarie per 2800 miliardi di dollari, di cui 2000 della sola Cina. Il progetto “Quattro R” punterebbe appunto a costruire attorno a esse una nuova valuta mondiale. Alternativa a un dollaro in crisi, e anche a un euro che sembra non suscitare troppa fiducia. In più, attorno al progetto “Quattro R” si starebbe organizzando una vera e propria scalata al Fondo Monetario Internazionale.
È stato a maggio, durante la visita di Lula in Cina, che la Banca Centrale brasiliana ha informato dei “lavori in corso” per arrivare a utilizzare nelle rispettive transazioni commerciali le rispettive monete, piuttosto che il dollaro. Ma le critiche della Cina al ruolo del dollaro andavano avanti da un po’ di tempo, anche per il problema delle sue grandi riserve valutarie procurate dall’export che continuano a deprezzarsi, per colpa della debolezza della valuta Usa.
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