9 novembre 1989, il crollo del muro di Berlino si scolpisce nella storia dell’Occidente. Ma non per la Russia. Quella data non è stata decisiva per la sorte del regime sovietico e ancora oggi il dibattito intellettuale in Russia non affronta la questione del muro di Berlino.
Per quanto dettagliate, nelle ricostruzioni degli eventi che condussero all’abbattimento del Muro di Berlino l’Unione Sovietica non viene menzionata quasi mai. Eppure la decisione di erigere il Muro venne proprio da Mosca. Era il primo agosto del 1961 quando Khrushchev comunicò il progetto del Muro a Walter Ulbricht, all’epoca leader della Repubblica Democratica Tedesca. Il 19 agosto 1961, appena sei giorni dopo l’inizio dei lavori di costruzione del Muro, il presidente americano Kennedy inviò a Berlino Ovest una colonna di 1.500 militari americani che avevano lasciato la Germania federale per attraversare il territorio della Germania democratica, costantemente monitorati da “vopos” tedeschi e unità speciali sovietiche. Sembrava che il Muro, oltre a dividere le due metà di Berlino, fosse sul punto di contrapporre militarmente anche le due metà geopolitiche del pianeta.
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