E' ideologico credere che dopo la caduta del Muro di Berlino le ideologie siano finite. A parte il gioco di parole, leggendo il nuovo libro del giornalista e scrittore transalpino Laurent Larcher, Il volto oscuro dell'ecologia, salta agli occhi come l'ecologismo si candidi ad essere la nuova ideologia del XXI secolo, che porta avanti un progetto di società, cultura e civiltà alternativo alla realtà attuale. Veniamo letteralmente bombardati ad ogni piè sospinto dalle notizie sulle catastrofi naturali, su più o meno grandi sconvolgimenti climatici, sulla rovina e distruzione di splendidi ecosistemi, insieme con l'agitarsi dello spauracchio di estinzioni di stupende specie animali e vegetali. Non c'è persona che non venga oggi almeno un po' contagiata dalla sensibilizzazione pompata contro inquinamenti, effetti serra, buchi dell'ozono, piogge acide, ecc... ed a favore del rispetto per l'ambiente. Ma il punto non è l'amore per la natura. Su questo non ci piove. Non si può cioè non essere d'accordo sulla necessità di avere a cuore la difesa dell'ambiente naturale. Il problema è che l'ecologismo verde, da gruppo di pressione movimentistico e politico, è divenuto un'ideologia potente dai contorni sì variegati ma con un'essenza sostanziale di fondo in antitesi con le fondamenta della civiltà europea ed occidentale.
Ad un'analisi delle dichiarazioni e degli scritti
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