C'è un pensiero ricorrente nelle meditazioni di Benedetto XVI sul tema della politica, della democrazia e del rapporto tra questa e i «valori». Un pensiero che il Papa ha esplicitato, da ultimo, nel suo intervento dello scorso venerdì all'assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per i laici: nei tempi attuali - ha detto - «il diffondersi di un confuso relativismo culturale e di un individualismo utilitaristico ed edonista indebolisce la democrazia e favorisce il dominio dei poteri forti».
Per approfondire il significato di questa affermazione può essere utile riprendere quanto l'allora cardinale Ratzinger scrisse in un articolo intitolato «Il significato dei valori religiosi e morali nella società pluralistica», pubblicato nel 1992 dalla rivista cattolica internazionale Communio. E' interessante, ai fini del nostro discorso, soprattutto la prima parte del testo, quella in cui l'ex prefetto della Congregazione per la dottrina della fede tenta di rovesciare uno dei luoghi comuni della moderna filosofia politica: quello secondo cui il relativismo è un presupposto necessario della democrazia. Una convinzione, questa, che ha preso sempre più campo dopo il crollo dei sistemi totalitari novecenteschi, dopo la fine delle utopie trasformatesi in tragedie per l'umanità, dopo che le grandi narrazioni ideologiche del secolo ventesimo si sono rivelate incapaci di fondare sistemi politici in cui fosse davvero garantita la libertà dell'individuo.
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