Non più tardi di ieri, questa rubrica ha segnalato che il maxi-pacchetto per salvare la Grecia è come un'arma atomica. Ne consegue che, se esplode la bomba atomica ma poi gira il vento, il fungo radioattivo va dove lo porta l'aria. E non è affatto escluso che torni indietro. Il piano varato da Eurolandia è infatti i tutto rispetto - 750 miliardi di euro sono indubbiamente una cifra che si fa fatica anche solo a immaginare - ma l'euforia fa molto presto a evaporare.
Già ieri, dopo un buon lunedì, le borse hanno ripreso a ballare, e hanno chiuso battenti con risultati deludenti un po' dappertutto. Basta pensare che la situazione economica europea influenza anche i mercati asiatici, dove le contrattazioni sono ormai chiuse o in fase di chiusura. La Borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso, dopo l'ottimismo iniziale, per i timori legati alla perdurante instabilità nell'Eurozona e alla debolezza dell'euro. L'indice Nikkei, dei 225 titoli guida, ha perso 119,60 punti, registrando un calo dell'1.14% e attestandosi a 10.411,10 punti, rispetto ai 10.530,70 della chiusura precedente.
Cosa è ad agitare i mercati? Perché le borse non sono placate?
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