L’ultima volta che in Belgio si tennero le elezioni politiche, nel 2007, ci vollero 282 giorni per formare una maggioranza di governo. Adesso si è votato di nuovo, e questa volta creare una maggioranza parlamentare potrebbe essere ancora più difficile.
Tra i candidati di lingua olandese nelle Fiandre, al nord, la maggior parte dei voti è andata a Bart De Wever, un populista che descrive i francofoni del sud paese come “dipendenti ormai assuefatti” dei trasferimenti fiscali dai parsimonioso fiamminghi. Vuole dividere il sistema fiscale in due, così come il welfare e la maggior parte della spesa pubblica. Il re e la nazione chiamata Belgio possono restare, per il momento, ma la “naturale evoluzione” delle Fiandre, dice De Wever, va verso la piena indipendenza.
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