Blogger e ricercatori indipendenti hanno scoperto gli altarini dell'inesistente "consenso climatico"
I giornalisti non perdono occasione di lamentare il fatto che la lenta morte dei media tradizionali comporterà la perdita, invero disastrosa, del giornalismo d’inchiesta. La rete è una bella cosa, ci dicono, ma chi pagherà il tenace segugio disposto a scovare le notizie? Il cosiddetto “Climategate” dimostra se mai che è vero il contrario: sono stati i blogger dilettanti che hanno avvertito le esagerazioni, le distorsioni e la corruzione della climatologia ufficiale. I reporter dei media, anche dopo che lo scandalo era venuto alla luce, hanno continuato a comportarsi come gli scherani delle loro fonti giornalistiche.
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