Il sottoscritto, che non è mai stato socialista, anzi che al solo udire la parola “socialismo” si copre di macchie di allergia, che nutre comunque sempre qualche sospetto sul fatto che in Italia vi siano più ex socialisti che socialisti, forse un pensiero in occasione del decennale della morte di Bettino Craxi può pure permetterselo. Più storico, che politico, anche se è vero che le due cose vanno sottobraccio, giacché chi sbaglia storia sbaglia sempre politica, e oggi lo vediamo bene. Diciamo allora un pensiero in sede storica di cui la politica pensi lei che farne.
La questione vera infatti non è quella su cui si accapigliano oggi Destra, Sinistra e Centro, media e governanti, opposizione e televisione, opinionisti, commentatori ed esperti. La questione vera non è cioè stabilire hic et nunc se Craxi sia stato un furfante da galera o un grande statista misconosciuto. La questione vera è considerare con il massimo della freddezza possibile cosa ha oggettivamente, cioè scientificamente, rappresentato la stagione politica di cui Craxi è stato protagonista, prima sommessamente, poi sempre più imperiosamente.
Read »
Delicious
Digg
Facebook
Google
Yahoo
Technorati