vaclav Klaus: «Non è in pericolo il clima, il clima sta bene; è in pericolo la libertà...»
Quando esordisce in un italiano timido e fluente – completo blu, baffoni bianchi, modi garbati da colonnello in pensione – Vaclav Klaus mette una metaforica pietra tombale sul protocollo di Kyoto, sull'effetto serra, sulla dittatura salutistica globale e tutto il resto. Una bella pietrona da conservatore dei bei tempi. E così facendo, stappa un brusio molto liberale tra gli iperliberali dell'?Istituto Bruno Leoni (che lo ospita) colà assisi. Un assenso che rimbomba tra le mura dell'austero Palazzo Clerici a due passi dalla Scala e tre da piazzetta Cuccia, il cuore della Milano polico-finanziaria; dove Klaus, sta presentando l'edizione italiana del suo saggio “Pianeta blu, non verde”, dopo un fugace incontro con Formigoni. Klaus, per capirci è il 67enne ex premier cecoslovacco e ministro dell'Economia che oggi, da presidente della Repubblica Ceca ad antieuropeista convinto, presiede la Ue.
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