Basandosi sul giuramento di fedeltà al Re e sul contenuto degli ordini diramati, lo Stato legittimo, che faceva capo al Re, fece il possibile per reagire all’aggressione tedesca. Poteva contare sulle forze armate regie, composte da unità presenti sia all’interno sia all’esterno del territorio nazionale, sulle formazioni partigiane monarchiche, sulle organizzazioni clandestine fedeli al Re e, naturalmente, sul Quartier Generale di Brindisi.
Le Forze Armate Regie
Furono moltissimi i soldati italiani, di ogni ordine e grado, che, fedeli al giuramento prestato al Re e sostenuti dalla popolazione, affrontarono viaggi lunghi e pericolosi per raggiungere i territori controllati dagli alleati ed unirsi alle formazioni regolari dell’esercito. Ricordiamo, fra gli altri, l’asso dell’aviazione silurante Carlo Emanuele Buscaglia, la M.O.V.M. Edgardo Sogno e persino l’attuale Presidente della Repubblica, C.A. Ciampi, che però non riuscì ad arrivare al sud e si fermò a Scanno, in Abruzzo.
Ricostituito su impulso di Umberto di Savoia nel Primo Raggruppamento Motorizzato, l’esercito italiano venne rinominato “C.I.L.” (Corpo Italiano di Liberazione) il 17 Aprile 1944, per poi riorganizzarsi su 4 divisioni (“Cremona”, “Forlì”, “Foligno” e “Legnano”) nel Settembre dello stesso anno.
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