E’ ormai chiaro che quando la ragione politica vuole confrontarsi con il fenomeno religioso deve affrontare due livelli di problemi: deve chiedersi se sia importante la religione per la vita sociale e poi deve però anche chiedersi se tutte le religioni siano uguali. Una volta compresa la utilità o necessità della religione, bisognerà poi porre il problema della diversità tra le religioni.
Ambedue i piani vanno affrontati con laica razionalità, ma anche con la consapevolezza che una posizione di indifferenza sul secondo aspetto provoca una ricaduta negativa anche sul primo, perché riferirsi alla religione come ad una generica “religione dell’umanità” non è sufficiente a legittimare la presenza pubblica della religione.
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