Oggi che la crisi economica annuncia di colpire duramente il nostro Paese e l’Europa tutta, è proprio il caso di ricorrere alle parole di Charles de Gaulle per ricordare che, su questioni cruciali come sono quelle ambientali, davvero ormai “la ricreazione è finita”. Se insomma quando tutto sembrava andar bene, o quasi, era forse ammissibile immaginare progetti costosissimi e di scarsissima rilevanza, ora lo scenario è mutato e fa bene il governo italiano a battersi, a Bruxelles, per una politica più realista su Kyoto e sul riscaldamento globale.
In primo luogo, è assurdo pretendere di fare i primi della classe - danneggiando pesantemente la nostra economia - quando coloro che emettono la maggior parte delle sostanze sotto accusa (dagli Stati Uniti alla Cina) adottano una politica assai meno rigorosa.
Al clima non servono teoremi
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